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Bonus bebè e bonus Irpef di 80 in busta paga: requisiti dopo le ultime modifiche

20 dicembre 2014


Bonus bebè e bonus Irpef di 80 in busta paga: requisiti dopo le ultime modifiche

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2014



Limiti di reddito per l’assegno elargito in caso di figli nati tra il 2015 e il 2017; stabilizzazione del bonus Irpef in busta paga.

 

Il Senato ha appena approvato il maxi emendamento alla Legge di Stabilità che già il Parlamento aveva votato lo scorso mese. Così, dopo un ultimo passaggio a Montecitorio, il testo sarà definitivamente legge.

Tra i tanti aspetti toccati dalla nuova finanziaria, emerge la modifica del cosiddetto bonus bebè, con una platea di destinatari che ora risulta ulteriormente ridotta rispetto all’originario testo scritto dal Governo. Insieme ad esso un altro capitolo delicato, toccato dalla legge, è la stabilizzazione del bonus da 80 euro in busta paga.

I limiti di reddito per il bonus bebè

L’assegno di 960 euro all’anno per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, sarà concesso se l’Isee familiare non supera i 25mila euro. E raddoppierà se l’indicatore resta sotto i 7mila euro.

Con la finalità dichiarata di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, per ogni figlio nato o adottato nel triennio 2015-2017 da cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, residenti in Italia, è riconosciuto fino al compimento del terzo anno di età o di ingresso in famiglia un assegno di importo pari a 960 euro annui, erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione.

L’importo è raddoppiato nel caso in cui il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’Isee non superiore a 7mila euro annui.

L’assegno sarà erogato (a domanda) dall’Inps.

Si ricorda che un analogo provvedimento era stato introdotto dalla legge finanziaria per il 2006 che prevedeva la concessione di un assegno di mille euro per ogni figlio nato ovvero adottato negli anni 2005-2006, riservando però il beneficio ai cittadini italiani o comunitari residenti in Italia.

La nuova disposizione include, invece, anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno Ue, cosiddetti soggiornanti di lungo periodo (in Italia da almeno 5 anni).

Buoni acquisto da mille euro

La legge Stabilità ha poi previsto un fondo di 45 milioni nel 2015 per la concessione di buoni acquisto da mille euro per le mamme che hanno almeno quattro figli e un Isee fino a 8.500 euro.

I presupposti per la maturazione del diritto al “bonus” sono tre e sono legati ai seguenti parametri:

– alla tipologia di reddito prodotto,

– alla sussistenza di un’imposta a debito dopo aver apportato le detrazioni per lavoro,

– nonché all’importo del reddito complessivo.

Bonus Irpef

Diventa strutturale il bonus Irpef di 80 euro introdotto nel 2014 per i lavoratori dipendenti con un reddito fino a 26mila euro. Viene introdotta l’incumulabilità del credito d’imposta con le agevolazioni concesse ai ricercatori che tornano in Italia.

Anche per l’anno 2015 sarà consentito l’inserimento in busta paga di un credito d’imposta pari a 960 euro annui se il reddito complessivo del percettore è inferiore o uguale a 24mila euro. Qualora il reddito complessivo fosse d’importo superiore a tale cifra, ma comunque nel limite di 26mila euro, il credito verrà ridotto proporzionalmente.

In pratica, e detto in altri termini, gli 80 euro saranno riconosciuti interamente a tutti coloro che devono pagare imposta e che hanno un reddito compreso tra 8.145 e 24mila euro. Per chi ha, invece, un reddito che supera i 24mila euro ma fino a 26mila euro è previsto un décalage che si ottiene mediante l’applicazione di una formula. Si tratta di una somma esente da contributi e da imposte e che aumenta lo stipendio o il compenso netto.

La norma istitutiva del bonus, obbliga i sostituti di imposta a erogare il bonus dopo aver verificato, in base alle informazioni di cui il sostituto è a conoscenza, la spettanza.

Toccherà al datore di lavoro, al committente ovvero a chi eroga i redditi la cui percezione fa nascere il diritto al bonus, a riconoscerlo in forma automatica, senza che il beneficiario presenti alcuna domanda.

Se il percipiente lo ritiene opportuno, può comunicare al sostituto l’assenza dei requisiti per ricevere il credito.

Dopo aver corrisposto il bonus agli aventi diritto il sostituto recupera le somme anticipate mediante compensazione esterna, avvalendosi del modello F24.

note

Autore immagine: Angelo Greco

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