Caos al Senato: con la fiducia confermato l’aumento dell’IVA al 25,5%

20 dicembre 2014


Caos al Senato: con la fiducia confermato l’aumento dell’IVA al 25,5%

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2014



La bagarre dopo l’approvazione con fiducia: la clausola di salvaguardia dell’IVA resta in piedi; gelo sui consumatori.

Scende il gelo sui consumatori: l’ultima speranza di veder cancellato il testo della norma inserito nella legge di Stabilità che vede la possibilità, per il Governo, di aumentare l’IVA al 25,5% in tre anni, è sfumato ieri notte, con l’approvazione del testo all’insegna di una giornata convulsa. Vediamo meglio cosa è successo e, soprattutto, cosa aspetta gli italiani.

Ennesima, interminabile maratona notturna al Senato per il voto di fiducia alla Legge di stabilità, che già era stata approvata, lo scorso mese – sempre con la fiducia – dalla Camera dei Deputati. Ora, con il via libera di ieri notte del maxiemendamento scritto a Palazzo Madama, il testo dovrà passare ancora una volta da Montecitorio per l’ultima, definitiva, e formale, conferma.

La votazione è arrivata al termine di una lunga giornata all’insegna del caos. Con ben quattro rinvii, da parte del Governo, per la presentazione del testo, depositato con un giorno di ritardo rispetto all’annuncio fatto giovedì. Il tutto sotto la costante opposizione – anche contro le micronorme – da parte del M5S.

Il maxiemendamento conferma, però, tutte le brutte notizie che avevamo dato nelle scorse settimane. Viene garantito fino al 2017 (per altri due anni) il posto di lavoro al personale in esubero delle Province in via di chiusura con il ricollocamento in altre amministrazioni. Insomma, per questi ultimi la mobilità interna partirà solo dal 2017 e non ci saranno prepensionamenti. Le buste paghe dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni ormai inutili continueranno ad essere a carico dello Stato e, quindi, dei cittadini.

Il maxiemendamento, comunque ricalca le modifiche approvate dalla commissione Bilancio. A partire da quelle fiscali. Come il congelamento a tutto il 2015 della Tasi che con cui dovremo fare i conti anche nel prossimo anno, per poi sperare di vedere l’imposta unica sul mattone (la Local Tax) a partire dal 2016 (leggi “Addio Local tax e detrazioni per il 2015: prorogate Tasi e Imu”). Infatti, tra i punti inseriti nel testo della legge di stabilità spicca la misura per evitare il maxi aumento delle tasse sulla casa nel 2015, che sarebbe arrivato con l’innalzamento previsto del tetto al 6 per mille per Imu e Tasi (il tetto del 2,5 per mille per la Tasi sulla prima casa valeva solo per il 2014).

Il capitolo più dolente sono le misure anti-deficit nascoste nella legge di stabilità sotto il nome di “clausole di salvaguardia”: bombe ad orologeria, non immediatamente operative, ma che scatteranno solo se i risultati di risparmio sulla spese pubblica non verranno raggiunti (circostanza paventata già dalla stessa Comunità Europea). A partire dall’aumento delle accise sulla benzina. In pratica, con una delle tante clausole di salvaguardia inserite ancora una volta nella manovra di fine anno, il direttore delle Dogane dal 30 giugno potrà aumentare le accise sulla benzina e garantire così all’Erario oltre 1,7 miliardi di euro attesi dagli strumenti finalizzati a contrastare l’evasione Iva.

È però l’aumento dell’IVA al 25,5% a tenere ancora banco. La clausola di salvaguardia prevede l’aumento dell’Iva ordinaria (attualmente al 22%) al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018. Ritocchi saranno previsti anche per la cosiddetta IVA ridotta attualmente al 10%. Ecco allora tutti gli scaglioni e le scadenze temporali previste dal Governo e che peseranno come una spada di Damocle sui nostri conti.

 

NEL 2016

– l’Iva ordinaria (che oggi è del 22%, ossia per gran parte dei beni di consumo) passerà al 24%;

– l’Iva agevolata (che oggi è al 10%) salirà al 12%.

NEL 2017

– l’Iva ordinaria salirà dal 24% al al 25%

– l’Iva agevolata sfiorerà il 13%.

NEL 2018

– l’Iva ordinaria arriverà dal 25% al 25,5%.

– l’Iva agevolata resterà al 13%.

note

Autore immagine: 123rf com

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13 Commenti

  1. Abbiamo finito, questo è lo stato italiano, facciamosentire la nostra voce, basta prenderla in quel posto, diamo un segnale forte. Non paghiamo più niente e comianciamo ad evadere. scendiamo tutti solidali nelle piazze e dichiariamo guerra allo stato

  2. Spero che nn sia così!! Già il 22% è TRUFFA!!!
    Nn lo sarebbe se tutti potessero scaricare su tutti gli acquisti…così ci sarebbero più scontrini fiscali e fatture e nn ci sarebbe il NERO…!!

  3. …a proposito : i B & R si sono accordati per votare nel 2016 e poi l’IVA al 25% andrà a regime….

  4. aumenterà il lavoro nero e i “ladri” incasseranno di meno. semplicissimo ragionamento: un lavoro costa 100+IVA= 125, a nero lo faccio x80-90 con buona pace di tutti. il lavoro nero non si combatte con l’aumento dell’IVA

  5. ma perche tutti i movimenti che ci sono sunfacebok contro il governo non si uniscono in un partito,almeno si avrebbe la possibilita reale di contrastarlo

  6. Potranno entrare fiumi in Piena di denaro nelle casse dello stato, provenienti da aumenti IVA, accise ecc : i nostri politici, indegni di rappresentarci ,sono capaci di sperperare tutto, senza risolvere mai nulla .perciò vi chiediamo una cosa -ANDATE VIA in massa ,ridateci la speranza di poter ricominciare ,!!!

  7. Commentare serve a poco ,visto che se dici quel che pensi il tuo commento viene cestinato, comunque sono dell’idea che i nostri politici siano colpevoli di alto tradimento verso il popolo italiano ,visto che quando vanno in parlamento giurano fedeltà alla costituzione Italiana e subito dopo inizia il latrocinio,!!!

  8. una massa di politici incapaci di fare ciò che realmente serve al paese le solite ricette all’olio di ricino per i lavoratori e i meno abbienti renzi e company mi hanno profondamente deluso

  9. Spero che aumenti il lavoro nero e nessuno paghi piu’ nulla. Questa massa di politici nullafacenti ed incapaci…Cosa aspettiamo per fare una rivoluzione?Popolo…svegliaaa

  10. vorrei sapere se l’iva sull’acquisto della prima casa da costruttore passa dall’attuale 4% al 10% come previsto nel slocca italia, perche non si capisce niente.
    grazie

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