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Manovra fiscale: come verranno distribuiti i fondi

14 Novembre 2022 | Autore:
Manovra fiscale: come verranno distribuiti i fondi

La maggior parte delle risorse andranno alle misure per sostenere imprese e famiglie contro il rialzo dei prezzi dell’energia.

Le urgenze sono molte, i fondi limitati. Il Governo Meloni è alle prese con la messa a punto della manovra fiscale, che sarà particolarmente ricca e articolata, dovendo contenere le misure contro il caro-energia, la flat tax e la rottamazione, la revisione del reddito di cittadinanza. L’impianto della manovra prende forma tra gli interventi contro il caro-energia e l’avvio delle misure-bandiera della campagna elettorale. L’entità lorda del provvedimento dovrebbe attestarsi a 30 miliardi circa, dei quali 21 in arrivo dal rialzo del deficit al 4,5% ed il resto da equivalenti tagli di spesa.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è adesso impegnato nel valzer di incontri internazionali al G20 di Bali, con il ministro delle Finanze saudita Moahmmed Al-Ja-daan, con il direttore del Fmi Kristalina Georgieva e con il segretario al Tesoro Usa Janet Yellen. Al rientro potrebbe avere un incontro con il leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto sugli stanziamenti per le misure care alla Lega da inserire nella Legge di Bilancio, flat tax e pensioni. Da lì proseguirà il lavoro pancia a terra sul ddl atteso al varo in Cdm al più tardi entro fine mese.

Oltre due terzi delle risorse della manovra andrebbero alle misure per sostenere imprese e famiglie contro i rialzi dei prezzi dell’energia, tra crediti d’imposta, rateizzazioni e taglio delle accise, tra le altre, sulla scia del decreto Aiuti Quater approvato la scorsa settimana. Dl che allo stesso tempo ha anticipato anche due misure per il 2023: il rialzo del tetto al contante a 5mila euro e il taglio del Superbonus al 90%.

Nella legge di Bilancio, troverebbero spazio due versioni della flat tax: l’estensione della flat tax per autonomi e partite Iva con ricavi fino a 85mila euro, dai precedenti 65mila, e la flat tax incrementale per chi non aderisce al regime forfettario che si vedrebbe applicare l’aliquota al 15% sull’incremento di reddito nel 2022 rispetto al maggiore dei redditi dichiarati nei tre anni precedenti.

Per le coperture dell’operazione tassa piatta il Governo attingerebbe dai risparmi del Superbonus e da un eventuale riordino delle deduzioni/detrazioni. Su questo fronte l’ipotesi prevalente prevede di abbassare a 60mila euro (dagli attuali 120mila) la soglia di reddito dopo la quale scatta il decalage fino all’azzeramento della detrazione piena del 19%. Nel pacchetto fiscale anche una nuova riedizione della rottamazione.

Nella manovra anche il nuovo schema di anticipo pensionistico Quota 41 (con 61 o 62 anni di età). Una formula cuscinetto che dovrebbe avere la durata di un anno, permettendo così di contenere i costi e traghettare il Paese verso il superamento della Legge Fornero. Costo dell’operazione un miliardo di euro da finanziare con la revisione del Reddito di cittadinanza. Nella legge di Bilancio, è attesa anche la conferma del taglio di due punti percentuali del cuneo fiscale introdotto dal governo Draghi e, se possibile, anche qualcosa in più o in due tempi. Nelle promesse elettorali, si parlava di una riduzione di cinque punti del costo del lavoro.

Intanto, i tecnici del Mef in attesa del rientro del ministro dal G20 lavorano alle simulazioni sugli stanziamenti della Finanziaria da approvare in Consiglio dei ministri entro la data limite di fine mese. Soglia estrema che lascerebbe alle Camere solo un mese per la sessione di Bilancio e il via libera entro il 31 dicembre. Va da sé che si profila un iter di fatto monocamerale, come già accaduto con precedenti governi, che concentrerebbe gli emendamenti in una sola Camera per accelerarne l’approvazione.



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