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Per quanto tempo segnalati in Crif

21 dicembre 2014


Per quanto tempo segnalati in Crif

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 dicembre 2014



Dopo quanto tempo si ha diritto alla cancellazione automatica: i diritti per i cattivi pagatori segnalati nelle Centrali rischi privati e della Banca d’Italia anche in caso di rifiuto del finanziamento.

A volte si va in banca a chiedere un finanziamento e, solo arrivati allo sportello, ci si accorge che risultano, a proprio nome, rate non pagate. Si scopre, così, che si è classificati come cattivi pagatori anche per fatti remoti, di cui si è persa la memoria o, addirittura, per colpa altrui. In questi ultimi casi, potrebbe trattarsi di una segnalazione in Crif oppure alla Centrale Rischi della Banca d’Italia avvenuta illegittimamente, ossia senza una previa comunicazione fornita al consumatore (avviso preventivo che, ormai, è ritenuto un diritto del cittadino tanto da parte della giurisprudenza, quanto dell’ABF).

Ma numerosi sono anche i casi di “furto d’identità”, ossia quelli in cui i dati personali della vittima sono stati captati a sua insaputa (magari attraverso un reato informatico, come il cosiddetto phishing) e poi utilizzati per chiedere un prestito a suo nome, mentre il denaro è stato incassato da altri soggetti privi, ovviamente, di qualsiasi intenzione di restituirlo. Risultato: le conseguenze del mancato rimborso del finanziamento e dell’iscrizione nella lista nera dei cattivi pagatori ricadono sull’incosciente soggetto frodato. Ad ogni modo, per tali casi, il Ministero dell’Economia ha appena istituito un’apposita banca dati che dovrebbe rendere più difficile il furto d’identità (leggi “Finanziamenti e sim richieste da omonimi e truffatori: arriva la banca dati”).

Il diritto a essere informato in caso di rifiuto di finanziamento

Come si diceva in apertura, comunque, a volte il cittadino scopre di essere stato segnalato alle banche dati dei cattivi pagatori solo quando chiede un finanziamento e gli viene rifiutato. Quali sono i suoi diritti, in questi casi?

Nel caso in cui ci si rechi a chiedere un prestito e arrivi una risposta negativa, il cittadino ha diritto di sapere dove la banca ha trovato i dati che lo riguardano e sulla base dei quali ha preso la decisione di non erogare il finanziamento. A quel punto si può richiedere l’accesso alla centrale rischi (Sistema di informazioni creditizie, “Sic”) privata come la Crfi. Tale diritto può essere esercitato anche nei confronti della Centrale Rischi della Banca d’Italia per le somme superiori a 30mila euro.

Relativamente ai Sic privati (vedi Crif) se nell’archivio sono effettivamente presenti dati riferibili al richiedente, non si paga nulla; viceversa se non ve ne sono, si pagano 10 euro richiesti con la risposta.

I tempi di permanenza e di cancellazione in Crif

Ma quali sono i tempi di cancellazione automatica in Crif?

Abbiamo approntato un veloce schema qui sotto che dovrebbe chiarire, in via definitiva, tutti gli aspetti. Con questa precisazione di fondo. Crif non è solo una banca dati dei cattivi creditori. In essa confluiscono tutte le informazioni sui correntisti, anche quando questi richiedono un mutuo ed è in corso l’istruttoria.

Pertanto, prima di lasciarvi allo schema elaborato qui sotto, vi indichiamo una serie di guide presenti su questo portale, utili per chiarirvi tutti gli aspetti ancora in ombra di questa “oscura” materia.

Crif: quando si viene segnalati nel sistema di informazioni creditizie di Crif?

Crif: cos’è, cosa fa e come accedere

Crif e Sic: tempi di permanenza della segnalazione nella banca dati

Segnalazioni della finanziaria: cattivi pagatori prima informati

Segnalazione in Crif: obbligo di preavviso al debitore

 

TEMPI DI CANCELLAZIONE AUTOMATICA IN CRIF

Istruttorie: 6 mesi o comunque per il periodo di tenuta dell’istruttoria del finanziamento.

Procedure interrotte: 1 mese. È il caso in cui cliente rinuncia o c’è stato un rifiuto.

Restituzioni puntuali: 36 mesi; dopo 36 mesi dalla data di estinzione effettiva.

Ritardo di 1 o 2 rate o mensilità: 12 mesi. Dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, se nei 12 mesi i pagamenti siano sempre puntuali.

Ritardo di 3 o più rate o mensilità: 24 mesi. Dopo 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, se in quel periodo i pagamenti sono puntuali.

Finanziamenti non rimborsati: 36 mesi. Dopo 36 mesi dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l’istituto di credito ha fornito l’ultimo aggiornamento.

note

Autore immagine: 123rf com

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