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Le Guide Ristrutturazioni e lavori in casa: proroga dei benefici fiscali. Lo schema

Le Guide Pubblicato il 21 dicembre 2014

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> Le Guide Pubblicato il 21 dicembre 2014

Anche nel 2015 restano le detrazioni al 50% sulle ristrutturazioni e al 65% per il risparmio energetico.

Nella legge di Stabilità di fine anno, il governo ha prorogato sino a tutto il 2015

– la detrazione Irpef del 50% sulle ristrutturazioni edilizie,

– la detrazione Irpef del 50% sui mobili e sui grandi elettrodomestici,

– la detrazione Irpef e Ires del 65% sui lavori per il risparmio energetico qualificato,

– la detrazione Irpef ed Ires del 65% per le spese sugli interventi antisismici qualificati.

Per i lavori verdi sulle parti comuni condominiali, il bonus del 65% è stato prorogato dal 30 giugno 2015 al 31 dicembre 2015.

Quindi, non vi sarà più il bonus dal primo gennaio 2016, ma si potranno utilizzare solo i benefici per il risparmio energetico generico [1].

Viene inoltre prevista la detrazione per le schermature solari esterne degli edifici e per gli impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, come la legna da ardere, il pellets, il cippato, il mais fino a un valore massimo della detrazione di 60mila euro (importo massimo della spesa agevolata di 92.307,69 euro).

Vengono concessi 18 mesi dalla fine dei lavori per l’utilizzo del bonus abitazioni al 50% sugli acquisti da immobiliari di ristrutturazione.

Aumenta, inoltre, dal 1° gennaio 2015, l’IVA sul pellet in legno che passa dal 10% al 22%. In pratica, su un pacco di 100 euro si pagheranno 12 euro un più rispetto all’anno precedente.

Rimane invece al 10%, l’IVA sulla legna da ardere in tondelli, i ceppi, le ramaglie o le fascine e i cascami di legno, compresa la segatura.

Possono godere delle agevolazioni, le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti, i condomini (per gli interventi sulle parti comuni condominiali) e i soggetti che conseguono reddito d’impresa (ditte individuali, familiari e coniugali, società di persone e società di capitali).

Gli interventi devono essere eseguiti su edifici esistenti (cioè, già iscritti in catasto o con richiesta di accatastamento e per i quali sia stata pagata l’Imu) e non su quelli in costruzione.

Con la legge di stabilità, infine, chi acquista entro 18 mesi dopo la fine dei lavori un’abitazione di un fabbricato interamente ristrutturato, per ottenere la detrazione Irpef del 50% ed entro il limite massimo di spesa di 96mila euro.

Dal 2015, quindi, saranno agevolati gli interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione e da cooperative edilizie, che provvederanno entro diciotto mesi dalla data di termine dei lavori (prima erano sei mesi), alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Lo sconto fiscale spetta all’acquirente nella misura del 50% del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25% del prezzo dell’unità immobiliare e, comunque, entro l’importo massimo di 96mila euro.

SCHEMA DEGLI INTERVENTI AGEVOLATI

1 | RISTRUTTURAZIONI E ACQUISTO DI MOBILI ED ELETTRODOMESTICI

a) Interventi con detrazione Irpef 50%, con limite di spesa di 96.000 euro e detrazione di 48.000 euro

– Manutenzioni straordinarie, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia su abitazioni (anche manutenzioni ordinarie di parti comuni condominiali);

– ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi;

– realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;

– eliminazione delle barriere architettoniche;

– prevenzione di atti illeciti di terzi;

– cablatura di edifici;

– contenimento dell’inquinamento acustico;

– misure antisismiche e opere per la messa in sicurezza statica;

– bonifica dall’amianto;

– riduzione degli infortuni domestici;

– conseguimento di risparmi energetici, compreso il fotovoltaico (articolo 16-bis, comma 1, Tuir);

– acquisto di abitazioni in fabbricati interamente ristrutturati (articolo 16-bis, comma 3, Tuir)

b) Interventi con detrazione Irpef 50%

– Mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

2 | RISPARMIO ENERGETICO QUALIFICATO

a) Detrazione Irpef/Ires del 65% , con limite di spesa di 92.307,69 euro e di detraz. di 60.000 euro

– Pannelli solari per la produzione di acqua calda;

schermature solari;

– strutture opache verticali (pareti isolanti o cappotti),

– strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi.

b) Detrazione Irpef/Ires del 65%, con limite di spesa di 46.153,84 euro e di detrazione

di 30.000 euro [2]

– Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione; pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia; scaldacqua a pompa di calore.

c) Detrazione Irpef/Ires del 65% con limite di spesa di 153.846,15 euro e di detraz. di 100.000 euro

– Riqualificazione energetica generale di edifici

d) Detrazione Irpef/Ires del 65% con i limiti di detrazione dei punti precedenti

– Interventi precedentemente descritti, effettuati su parti comuni condominiali o su tutte le unità immobiliari del condominio.

e) Detrazione Irpef/Ires del 65% con limite di spesa di 46.153,84 euro e di detraz. di 30.000 euro

 

– Impianti con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

3 | SCHERMATURE SOLARI

La detrazione Irpef/Ires del 65% per la riqualificazione energetica per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015, è estesa all’acquisto e posa in opera di schermature solari, nel limite massimo di detrazione pari a 60mila euro.

Gli impianti detraibili sono individuati nell’allegato M al Dlgs 29 dicembre 2006, n.311 sui criteri del rendimento energetico nell’edilizia.

Vi rientrano, ad esempio, le tende esterne, le chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate con specifici requisiti di trasmittanza termica, escluse dalla detrazione del 65% sino al 31 dicembre 2014, che era limitata ai soli interventi che consentivano un risparmio per la climatizzazione invernale. Al contrario, le schermature solari, ora agevolate, realizzano un risparmio per la climatizzazione estiva.

L’altro nuovo intervento agevolato al 65% è l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse (fonti rinnovabili) combustibili.

Il limite massimo di detrazione è però pari a 30mila euro. Salta così il vincolo che fino al 31 dicembre 2014 consentiva per le caldaie a biomassa l’applicazione dei benefici fiscali solo se con l’installazione l’immobile raggiungeva i requisiti energetici della riqualificazione energetica globale dell’edificio

 

 

4 | ANTISISMICA

Per tutto il 2015 rimane in vigore il “Bonus antisismica”, ossia la detrazione Irpef/Ires (si applica anche alle società ed enti), del 65% nel limite massimo di spesa di 96mila euro, per interventi di messa in sicurezza statica delle abitazioni principali e degli immobili a destinazione produttiva, situati nelle zone sismiche 1 e 2, individuate in base all’Ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 2003.

Si tratta di interventi di prevenzione antisismica nelle zone a più alta pericolosità della mappatura sismica del territorio nazionale.

La detrazione si applica agli interventi per i quali la richiesta del titolo edilizio dei lavori è stata presentata a partire dal 4 agosto 2013, data di entrata in vigore della legge 90/2013. I benefici sono riconosciuti in favore degli interventi di messa in sicurezza statica sulle parti strutturali e per la redazione della documentazione obbligatoria, atta a comprovare tale sicurezza statica.

Per le altre zone del territorio nazionale colpite da eventi sismici, gli interventi di ricostruzione sia per l’abitativo che per il non abitativo fruiscono comunque della detrazione del 50% ai sensi dell’articolo 16-bis del Dpr 917/86 che al comma 1, lettera c) riconosce il diritto alla detrazione del 50% a condizione che per il territorio colpito dalla calamità naturale sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

Anche per tutto il 2015 la detrazione del 50% nel limite di 96mila euro (detrazione massima pari a 48mila euro da ripartirsi in 10 quote annuali di 4.800 euro l’una) è riconosciuta per l’acquisto di abitazioni poste all’interno di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, ovvero da cooperative edilizie, che provvedono, entro 18 mesi (e non più entro 6 mesi) dal termine dei lavori, alla successiva vendita o assegnazione dell’immobile.

La detrazione va calcolata forfetariamente, su un importo pari al 25% del corrispettivo di acquisto. Ad esempio, su una casa venduta a 200mila euro la detrazione è pari a 25mila euro, ossia al 50% di 50mila euro).

Come accennato, la legge di Stabilità 2015 ha introdotto un’importante novità: ha esteso da sei a 18 mesi il termine concesso alle imprese di ristrutturazione per vendere l’immobile dopo la fine dei lavori.

In sostanza, dal 1° gennaio di quest’anno, le imprese avranno un anno di tempo in più per vendere le case ristrutturate (se i lavori finiscono al 31 dicembre 2015, la casa potrà essere venduta con i benefici fiscali sino al 30 giugno 2017).

La detrazione del 50% è riconosciuta solo per gli interventi cielo-terra cioè per quelli che abbiano interessato l’intero fabbricato.

note

[1] Art. 16-bis, comma 1, lettera h), Tuir.

[2] Per determinare il limite di spesa vanno considerati cumulativamente gli investimenti per impianti di climatizzazione invernale, pompe di calore ad alta efficienza, impianti geotermici a bassa entalpia e scaldacqua a pompa di calore.


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