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Lo sai che? Avvocato responsabile se non informa il cliente sui rischi della causa

Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2014

Il legale deve dimostrare di avere ottenuto dal cliente non un generico consenso all’azione, ma un idoneo mandato cosciente e consapevole delle complessità della causa e dei suoi rischi.

Nello svolgimento dell’incarico ricevuto, l’avvocato è responsabile nei confronti del proprio cliente sia per la qualità tecnica della prestazione svolta, sia per le scelte processuali e strategiche adottate. Inoltre, ha l’obbligo di spiegare al proprio assistito le ragioni delle domande avanzate in giudizio, facendo in modo che quest’ultimo ben le comprenda e ne conosca gli effetti che ne deriveranno dalla sentenza definitiva del giudice. Di conseguenza è responsabile verso il cliente il legale che non lo informi anche dei rischi di un cambio di strategia difensiva che comporta la sconfitta in giudizio.

È quanto precisato dal tribunale di Verona con una recente sentenza [1].

Così, per esempio, se l’avvocato, inizialmente incaricato di svolgere un tipo di azione, all’esito dello studio della pratica decida – di propria spontanea iniziativa e senza previa consultazione col cliente – di intraprenderne una parzialmente differente, modificando il contenuto della domanda giudiziaria, e poi perda la causa, allora è tenuto al risarcimento del danno nei confronti dell’assistito.

La sentenza in commento chiarisce che l’avvocato ha la possibilità di cambiare i termini della domanda processuale solo per “modificare e precisare meglio” il contenuto di quanto già esposto nell’atto di citazione. Inoltre egli, a prescindere dalla correttezza delle scelte processuali, è responsabile se non spiega al cliente le possibili conseguenze delle stesse.

L’esigenza dell’attività informativa del professionista nella fase pre-contrattuale è diretta proprio a conseguire un consenso informato da parte del cliente. Infatti, tra gli obblighi informativi dell’avvocato, prima del formale conferimento dell’incarico, vi è anche quello di comunicare al cliente il grado di complessità dell’incarico e di fornirgli tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili da quel momento fino a quello dell’esaurimento della propria attività.

Pertanto, specie nel caso in cui sorgano contestazioni tra le parti, l’avvocato deve fornire al proprio cliente un’adeguata informativa (né, come nel caso deciso dalla sentenza in commento, è sufficiente conferire con il cliente utilizzando brocardi latini e terminologia tecnica di non facile comprensione) e provare di avere ottenuto da questi non un generico consenso all’azione, ma un idoneo mandato cosciente e consapevole delle complessità della causa e dei suoi rischi.

note

[1] Trib. Verona, sent. del 4.07.2014.

Autore immagine: 123rf com


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