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Nessuna misura a sostegno del reddito per i titolari di partita Iva

22 dicembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 dicembre 2014



Sono costretto a chiudere la partita iva per fare assistenza continuativa ad un famigliare gravemente malato: ho diritto ad una indennità di disoccupazione?

In caso di disoccupazione involontaria, lo Stato ha predisposto, quale misura a sostegno del reddito, la cosiddetta Aspi.

Essa è volta a consentire al lavoratore di poter beneficiare, per un periodo limitato di tempo e se in possesso di determinati requisiti, di un sussidio economico, in attesa di trovare una nuova occupazione.

Originariamente istituita in favore dei soli lavoratori dipendenti e – con la Riforma Fornero [1] – dei collaboratori a progetto, l’Aspi è stata ulteriormente estesa, a seguito dell’entrata in vigore del Jobs Act, anche ai lavoratori autonomi, intendendosi però come tali solo i collaboratori coordinati e continuativi e non anche i titolari di partita iva generalmente intesi [2].

Di conseguenza l’attività svolta da un soggetto titolare di un’impresa individuale o che comunque svolge uno o più servizi o prestazioni in proprio, in favore di un numero indefinito di committenti, non può ricondursi in alcun modo ad una collaborazione coordinata e continuativa e non dà diritto a beneficiare dell’Aspi.

Il lavoratore certamente potrà rivolgersi ad un Centro per l’Impiego, sottoscrivere una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro ed attendere di essere indirizzato presso un’impresa che cerchi nuovi dipendenti, ma purtroppo non potrà fruire di misure a sostegno del reddito.

note

[1] Di cui alla l. 92/2012.

[2] L’art. 1, co. 2, lett. b), n. 3 del Jobs Act prevede infatti “l’universalizzazione del campo di applicazione dell’ASpI, con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, fino al suo superamento, e con l’esclusione degli amministratori e sindaci, mediante l’abrogazione degli attuali strumenti di sostegno del reddito, l’eventuale modifica delle modalità di accreditamento dei contributi e l’automaticità delle prestazioni, e prevedendo, prima dell’entrata a regime, un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite”.

Autore immagine: 123rf com

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