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Multa strisce blu: anche per il giudice di pace di Lecce la multa non esiste

22 dicembre 2014


Multa strisce blu: anche per il giudice di pace di Lecce la multa non esiste

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 dicembre 2014



Ticket scaduto: non esiste una norma del codice della strada che imponga di rinnovare il grattino una volta terminato l’orario.

Multe sulle strisce blu: una telenovela tra le più seguite di quest’anno. Perché non capita spesso che il Ministero dei Trasporti si metta dalla parte dei cittadini e affermi che l’automobilista ha ragione a non rinnovare il ticket del parcheggio sulle strisce blu dopo che è scaduto l’orario di sosta: questo perché non esiste una norma del codice della strada che sanzioni chi dimentichi di “rifare” il grattino (leggi “Niente multa per ticket scaduto sulle strisce blu”).

Alla presa di posizione dei Trasporti, aveva risposto la conferenza dei Comuni italiani, evidentemente parte in causa nella questione, in quanto interessati al bottino da multe per ticket scaduti.

Ma la giurisprudenza sembra propendere per la tesi più favorevole ai cittadini. E soprattutto il Giudice di Pace di Lecce, tra i primi in Italia a varare la rivoluzionaria linea interpretativa. Era avvenuto nel 2013 (leggi “Parcheggi a pagamento: la multa per grattino scaduto è inesistente”) e si ripete di nuovo oggi.

Il magistrato onorario ritiene che gli elementi non sono sufficienti per appioppare la contravvenzione a chi dimentica di rinnovare il biglietto sulle strisce blu dopo che l’orario della prima sosta è scaduto [2].

Viene allora accolto su tutta la linea il ricorso dell’automobilista contro la sanzione per la violazione del codice della strada: il multato prima paga il grattino, ma poi dimentica o non fa in tempo a rinnovarlo alla scadenza del tempo. Il giudice ribadisce che nessuna norma dell’ordinamento sanziona il mancato rinnovo del periodo di sosta tariffata all’omesso pagamento del contrassegno: l’atto del Comune che individua le zone che devono essere dotate degli stalli per il posteggio non gratuito implica soltanto il pagamento del ticket e non anche il rinnovo.

L’ipotesi dell’omesso rinnovo del “grattino” necessario al parcheggio, conclude la sentenza in commento, va equiparato a un illecito di natura civile e non amministrativa, più simile quindi a un inadempimento di un contratto, contro il quale sono possibili solo i rimedi previsti dal codice civile per il recupero crediti e non invece le sanzioni amministrative. Insomma, per il periodo di tempo in cui l’auto è rimasta in sosta e non ha pagato, il debito del cittadino rimane, ma il Comune non può pretendere il pagamento con una sanzione afflittiva.

note

[1] G.d.P. Lecce sent. n. 2890/14.

[2] Violazione dell’art, 7, comma 1 a) e 15 Cod. str.

Autore immagine: 123rf com

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