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Cosa sono i vizi di forma?

18 Novembre 2022
Cosa sono i vizi di forma?

Esempi di vizi di forma e differenza coi vizi di sostanza. Come contestare i vizi di forma di un atto. 

Spesso si parla di vizi di forma con riferimento a possibili contestazioni da sollevare nei confronti di un atto o di un provvedimento. Potrebbe essere, ad esempio, inficiato da vizi di forma un licenziamento, una multa stradale, una cartella esattoriale, un testamento, un accertamento fiscale, la delibera di un’assemblea di condominio, una notifica e così via. La presenza di un vizio di forma comporta, per lo più, la nullità dell’atto con conseguente perdita di efficacia di esso e di tutti i suoi effetti. Ma cosa sono i vizi di forma e come fare a impugnare l’atto che ne è affetto? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cosa si intende per vizio di forma?

Il vizio di forma è quello che riguarda la violazione di una regola sul procedimento o sul contenuto minimo ed essenziale di un atto. Esso scaturisce pertanto dal contrasto con una norma di legge che impone il rispetto di una precisa regola. 

Il vizio di forma può riguardare tanto un atto di un privato (una sanzione disciplinare sul lavoro) che della pubblica amministrazione (una sanzione amministrativa, una sentenza, ecc.).

Il vizio di forma si contrappone al vizio di sostanza che invece riguarda i presupposti per l’emanazione dell’atto, il rispetto dei quali è soggetto a una valutazione discrezionale del suo autore. Il vizio di sostanza insomma è ciò che riguarda “il merito” dell’atto, ossia l’opportunità dello stesso.

Una rapida rassegna di qualche esempio pratico renderà ancora più facile capire quali sono i vizi di forma.

Esempi di vizi di forma di un atto

Può essere considerato, ad esempio, un vizio di forma:

  • il testamento senza firma o data;
  • l’avviso di convocazione all’assemblea di condominio senza l’indicazione analitica dell’ordine del giorno;
  • l’omessa comunicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea a un condomino;
  • il licenziamento disciplinare privo dell’esatta indicazione del comportamento contestato; 
  • la multa stradale priva dell’indicazione della norma violata, o del luogo e della data in cui la violazione è stata commessa, o della data dell’ultima taratura dell’autovelox;
  • una sanzione amministrativa o una cartella esattoriale inviata a un indirizzo inesistente o che non è più luogo di residenza del destinatario;
  • la notifica fatta a soggetti irreperibili senza la menzione, nella relazione di notifica da parte dell’ufficiale giudiziario, delle ricerche effettuate nel territorio dello stesso Comune prima di depositare l’atto nella Casa Comunale;

Esempi di vizi di sostanza

Può essere considerato, ad esempio, un vizio di sostanza:

  • un licenziamento per crisi aziendale senza che la stessa fosse effettivamente sussistente;
  • una delibera condominiale adottata in una materia non di competenza dell’assemblea (ad esempio che limiti l’utilizzo del singolo appartamento);
  • un testamento che lasci ad un figlio una quota inferiore rispetto alla legittima spettategli per legge;
  • una multa stradale che ritenga pericolosa una manovra che invece non lo è.

Come contestare un vizio di forma?

La procedura per contestare i vizi di forma e di sostanza è identica e varia a seconda dell’atto. Quindi bisogna riferirsi alla normativa relativa all’atto stesso.

Tanto per fare un esempio, se si vuol contestare un vizio di forma di una multa stradale bisognerà fare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni o al prefetto entro 60; se si vuol impugnare una delibera assembleare di condominio bisognerà impugnarla entro 30 giorni; se ci si vuole opporre a un licenziamento illegittimo bisogna inviare la lettera di contestazione al datore di lavoro entro 60 giorni e, nei successivi 180, depositare il ricorso in tribunale; se si vuol presentare ricorso contro una cartella esattoriale bisogna rivolgersi alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni se è richiesto il pagamento di una imposta o una tassa oppure al giudice di pace entro 30 giorni se si tratta di una multa stradale o di una sanzione amministrativa oppure al tribunale sezione lavoro se la pretesa riguarda contributi previdenziali o assistenziali. 



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