Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Accertamento bollo auto non pagato: come funziona?

22 Novembre 2022 | Autore:
Accertamento bollo auto non pagato: come funziona?

Quando è possibile contestare la notifica della cartella per la tassa automobilistica non versata? Quali sono le sanzioni?

Probabilmente, insieme al canone Rai, il bollo auto è la tassa che sta maggiormente antipatica agli italiani. Si tratta di un tributo regionale che va corrisposto da chiunque sia proprietario di un veicolo a motore. Di norma, per le auto la scadenza è fissata nei mesi di aprile, agosto o dicembre. Chi ritira il veicolo nuovo dalla concessionaria deve corrisponderla entro il mese di immatricolazione. C’è chi, però, può dimenticare questa scadenza. Può stare tranquillo: ci sarà qualcuno che prima o poi glielo ricorderà, facendogli notare che dovrà versare anche una sanzione. L’accertamento del bollo auto non pagato, come funziona? E quando va in prescrizione il bollo auto? Vediamo.

Bollo auto non pagato: si può circolare?

La prima precisazione da fare è che chi non paga il bollo auto non è tenuto, per forza, a lasciare la propria macchina in garage: trattandosi di un tributo regionale, a differenza dell’assicurazione, il bollo non è una condizione per la circolazione del veicolo.

Significa che il mancato pagamento della tassa automobilistica non impedisce al proprietario dell’auto di continuare a circolare. In caso di controllo stradale, la Polizia non potrà multarlo per avere il bollo scaduto (le sanzioni scattano in modo diverso, come vedremo tra un istante). Non è nemmeno prevista la decurtazione di punti dalla patente.

Bollo auto: quando scatta la sanzione?

Come accennato, ci sono delle scadenze ben precise per il pagamento del bollo auto (aprile, agosto o dicembre). Chi non versa la tassa automobilistica entro questi periodi è soggetto a sanzioni.

Il proprietario del veicolo riceverà, innanzitutto, un avviso di accertamento da parte della Regione o dall’Agenzia delle Entrate, a seconda di chi gestisce il bollo auto in quello specifico territorio e, pertanto, è il titolare del credito.

L’atto viene notificato tramite raccomandata o consegnato a mano da un messo notificatore. L’automobilista ha 60 giorni di tempo per pagare o fare ricorso, nell’ipotesi in cui ritenga l’importo non dovuto (ad esempio, perché già corrisposto o riferito a un periodo in cui l’auto era già stata venduta o rottamata). Il giudice competente per il ricorso è la Commissione Tributaria Provinciale.

Scaduti i 60 giorni, Regione o Agenzia iscrivono a ruolo il proprio credito incaricando l’Agente per la Riscossione esattoriale di procedere a recuperare coattivamente quanto dovuto dall’automobilista. L’Esattore, a questo punto, notifica la cartella esattoriale con cui ingiunge il pagamento del bollo, delle sanzioni e degli interessi che sono maturati nel frattempo.

Che succede se l’automobilista ha cambiato residenza?

È possibile che la raccomandata o il messo notificatore arrivino a un indirizzo sbagliato perché l’automobilista che non ha pagato il bollo ha cambiato residenza? Certo che è possibile. Capita quando il proprietario del veicolo è andato ad abitare altrove ma non l’ha comunicato alla Regione. Più difficile che l’Agenzia delle Entrate non lo venga a sapere, visto che il Fisco conosce il contribuente più di quanto il contribuente conosca sé stesso.

In ogni caso, e in tema di tasse automobilistiche, il cittadino non è tenuto a comunicare alla Regione il proprio cambio di residenza. Pertanto, come ha stabilito la Cassazione in una recente sentenza [1], è nullo l’accertamento del bollo auto notificato alla vecchia residenza di chi non ha pagato la tassa.

La Suprema Corte, nel ribadire che il contribuente non può essere caricato dell’onere di far sapere all’Amministrazione sovracomunale del proprio trasferimento, ha stabilito anche che è valida la notifica dell’avviso di accertamento alla residenza risultante dalla carta di circolazione, o dai registri di immatricolazione o dal Pubblico registro automobilistico o dai registri tenuti a norma di legge, anche se tale indirizzo non coincide con quello della sede sociale della società destinataria dell‘atto impositivo.

Bollo auto non pagato: quali sanzioni?

Abbiamo detto che chi non paga il bollo auto entro le scadenze previste è soggetto a sanzioni. In particolare:

  • per chi paga il bollo auto entro i primi 14 giorni dopo la scadenza c’è una sanzione dello 0,1% sulla tassa dovuta per ogni giorno di ritardo;
  • per chi paga il bollo auto tra il 15° e il 30° giorno dopo la scadenza c’è una sanzione dell’1,5% sulla tassa dovuta per ogni giorno di ritardo;
  • per chi paga il bollo auto tra il 31° e il 90° giorno dopo la scadenza c’è una sanzione dell’1,67% sulla tassa dovuta per ogni giorno di ritardo;
  • per chi paga il bollo auto tra i 90° e il 365° giorno dopo la scadenza c’è una sanzione del 3,75% sulla tassa dovuta per ogni giorno di ritardo;
  • per chi paga il bollo auto oltre un anno dopo la scadenza c’è una sanzione del 30% sulla tassa dovuta più un interesse dello 0,5% per ogni sei mesi di ritardo.

Dove presentare ricorso contro la sanzione del bollo auto?

Entro 60 giorni dalla notifica della cartella per il bollo auto non pagato è possibile presentare ricorso (se si ritiene che l’importo richiesto non sia dovuto) presso la Commissione Tributaria Provinciale.

Bisogna prestare particolare attenzione ai motivi del ricorso: non si può contestare il fatto di non avere pagato il bollo e, quindi, di avere il debito ma i fatti successivi alla notifica dell’accertamento (ad esempio l’intervenuta prescrizione, l’omessa notifica dell’avviso di accertamento, l’avvenuto pagamento, la pendenza di un ricorso che abbia sospeso l’obbligo di pagamento).

Trascorsi i 60 giorni senza che il contribuente abbia pagato o abbia contestato la cartella, possono scattare le azioni esecutive, come il pignoramento dei beni per l’importo dovuto (più sanzioni e interessi) o il fermo amministrativo dell’auto. In quest’ultimo caso, il fermo deve essere preceduto da un preavviso di almeno 30 giorni per dare il tempo al contribuente di pagare o di chiedere una rateazione.



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube