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Avviso di pagamento bollo auto notificato al vecchio indirizzo

22 Novembre 2022 | Autore:
Avviso di pagamento bollo auto notificato al vecchio indirizzo

Tassa automobilistica: il cambio di residenza va comunicato alla Regione?

Se mai un giorno dovessi ricevere una cartella esattoriale che ti chiede il pagamento del bollo auto e dovessi scoprire che, prima di questa, la Regione ti ha inviato l’avviso di pagamento al vecchio indirizzo di residenza, dove ormai non abiti più, saresti comunque tenuto a pagare? In quel caso, potresti asserire di non aver mai ricevuto l’accertamento e quindi di non esserti potuto difendere. Ma c’è chi ritiene che il cambio di residenza debba essere comunque comunicato alla Regione affinché questa aggiorni i propri registri e possa così sapere dove notificare gli avvisi di pagamento del bollo auto. Ebbene, tale affermazione è falsa. E la conferma arriva da una recente ordinanza della Cassazione [1]. Vediamo, più nello specifico, cosa ha detto la suprema Corte.

Il contribuente deve comunicare alla Regione il cambio di residenza?

Secondo la Corte, il contribuente non è tenuto a informare la Regione del cambio di residenza: nessuna norma prevede un simile onere. Egli è tenuto solo a informare il Comune di nuova residenza dell’indirizzo ove si è trasferito e dove andrà a vivere. 

Che succede se l’avviso di pagamento del bollo auto arriva al vecchio indirizzo?

Ricordiamo che, in tema di tassa automobilistica, in caso di mancato pagamento da parte del contribuente, la Regione invia un avviso di accertamento alla residenza risultante dalla carta di circolazione, o dai registri di immatricolazione o dal Pra. 

L’avviso notificato al vecchio indirizzo è nullo e, pertanto, sarà nulla anche la cartella esattoriale emessa sulla scorta di tale avviso. 

Che deve fare il contribuente se cambia residenza?

Vediamo cosa deve fare il contribuente che cambia residenza. Come anticipato, ad oggi, il cambio di residenza deve essere comunicato solo all’ufficio anagrafe del nuovo Comune ove si va a vivere. Non è quindi richiesta né una comunicazione al vecchio Comune, né alla motorizzazione o al Pra. È il Comune stesso che informa queste due amministrazioni del nuovo indirizzo di residenza del contribuente. 

Dunque, per aggiornare il cambio di residenza sul documento di circolazione del veicolo bisogna rivolgersi semplicemente agli uffici del Comune. Il servizio è gratuito. A seguito di ciò, ogni avviso di pagamento per il bollo auto – ma lo stesso dicasi anche per le eventuali multe stradali – dovrà essere obbligatoriamente spedito presso il nuovo indirizzo di residenza. 

Come si comunica il cambio di residenza al Comune?

Vediamo come comunicare al Comune il cambio di residenza e come far sì che questo, a sua volta, informi di ciò la Motorizzazione e il Pra. 

A tal fine è necessario recarsi presso il nuovo Comune di residenza e presentare la seguente documentazione:

  • documento di identità/riconoscimento;
  • estremi della patente e della targa del veicolo;
  • modulo di richiesta disponibile presso il Comune.

Il Comune comunica il cambio di residenza all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile che aggiorna l’Archivio nazionale dei veicoli (Anv) e trasmette telematicamente al Pra i dati della nuova residenza. Il Pra provvede d’ufficio all’aggiornamento del proprio archivio.

Qualora il cittadino dovesse avere contezza che tale aggiornamento automatico non è avvenuto, potrà inviare all’Ufficio Pra della propria Provincia, via mail/PEC, la copia della carta di circolazione riportante il dato aggiornato e richiedere l’aggiornamento dell’Archivio Pra.

Insomma, il cambio di residenza sulla carta di circolazione viene effettuato d’ufficio, gratuitamente e senza emissione di alcun documento. 

Tra l’altro, in base alla nuova formulazione dell’art. 94 del Codice della strada, non viene più rilasciato il tagliando adesivo riportante la nuova residenza da apporre sulla carta di circolazione o sul Documento ynico di circolazione e di proprietà; la variazione viene registrata solo nell’Archivio nazionale dei veicoli. 


note

[1] Cass. ord. n. 33857/2022 del 17.11.2022.


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