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Impugnazione del sequestro sui beni del marito che non paga il mantenimento

15 Gennaio 2015
Impugnazione del sequestro sui beni del marito che non paga il mantenimento

Competenza: il sequestro non è un provvedimento cautelare e, pertanto, il reclamo si presenta alla Corte d’Appello.

Nel caso in cui il tribunale abbia autorizzato il sequestro dei beni del marito che non versi il mantenimento alla ex moglie [1], l’eventuale reclamo non va presentato davanti al collegio dello stesso tribunale, ma alla Corte d’Appello in camera di consiglio. Questo perché si tratta di un sequestro “atipico”, che non ha natura cautelare. Pertanto l’impugnazione va decisa da un giudice diverso da quello che ha emesso il provvedimento.

I chiarimenti provengono dal Tribunale di Roma [2].

La vicenda

Una donna riesce ad ottenere un provvedimento di sequestro dei beni dell’ex marito obbligato. Quest’ultimo impugna l’atto ma lo fa davanti al collegio del medesimo tribunale che, quindi, si dichiara incompetente.

Cosa prevede la legge

Il codice civile [1] testualmente recita: “in caso d’inadempienza, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può disporre il “sequestro” di parte dei beni del coniuge obbligato, e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto”.

Tale misura – chiarisce la sentenza in commento – presuppone solo:

– un credito già dichiarato

– e l’inadempimento.

Non si tratta, quindi, di un provvedimento cautelare (che, invece, richiederebbe anche i due presupposti del cosiddetto “fumus boni iuris” e del “periculum in mora”). Lo si può, al contrario, definire come un sequestro atipico [3] in quanto è un diritto compiutamente accertato ed è portato da un titolo esecutivo in se perfetto.

Tale natura particolare fa sì che l’eventuale reclamo debba essere proposto davanti a un giudice diverso rispetto allo stesso Tribunale che ha emesso il primo provvedimento e, pertanto, la competenza è unicamente in capo alla Corte d’Appello.


note

[1] Art. 156, co. 6, cod. civ.

[2] Trib. Roma, provv. del 3.10.2014.

[3] Il rimedio del così detto “sequestro ex articolo 156, 6° comma Codice civile” è “alternativo e paritetico”, dice il tribunale romano, all’ordine di distrazione, previsto dalla medesima disposizione di legge, che consente di pagare alla creditrice moglie, quanto alla stessa dovuto dal marito, ordinando a terzi che siano, a loro volta, debitori di quest’ultimo, di provvedere in merito.

Autore immagine: 123rf com


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