Diritto e Fisco | Editoriale

Benefici combattentistici nel 2015: ancora dubbi o certezze?

27 dicembre 2014


Benefici combattentistici nel 2015: ancora dubbi o certezze?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 dicembre 2014



Scopriamo se, il prossimo anno, i militari comandati in missione all’estero potranno andare in pensione anticipatamente, beneficiando dell’equiparazione del servizio svolto per conto ONU alla prestazione in occasione di guerra.

La vicenda dei benefici combattentistici è, a livello normativo e giurisprudenziale, una delle più confuse e complesse che si possano immaginare: da una parte, interpretando la norma [1] il Ministero della Difesa è giunto a ritenere senza effetti pratici l’eventuale riconoscimento del diritto mentre dall’altra, come vedremo di seguito, i Giudici hanno prospettato soluzioni diametralmente opposte al problema.

Avevamo già avuto modo di parlare, negli articoli del 30.05.2014, 31.10.2014 e del 05.11.2014, del singolare dossier sui benefici.

Si era detto che, per i militari che hanno svolto missioni in zone d’intervento per conto dell’ONU, l’attività svolta deve essere ritenuta del tutto analoga, ai fini pensionistici, al servizio dei combattenti.

In altri termini l’effetto era, ed è, di avere un’accelerazione verso la pensione: per ogni tre mesi di servizio in missione estera si ha diritto al riconoscimento di un anno di servizio.

La Magistratura, investita di un cospicuo numero di ricorsi tesi a far accertare il diritto di fronte ai rigetti del Ministero della Difesa, ha cercato di fare la sua parte, pubblicando però sentenze poco allineate e riuscendo solo in parte nell’intento chiarificatore.

Schematizziamo i recenti capisaldi delle decisioni in materia: nel 2013 era stata la Corte dei Conti [2] a confermare il principio teso a valorizzare l’impiego del Militare in zone di missione anche molto rischiose; nel 2014, il Consiglio di Stato [3] si è disallineato da quell’orientamento, negando l’estensione di tale diritto ai militari in servizio, i quali avevano agito per l’accertamento della computabilità dei benefici nella base contributiva.

Di fronte al caos originato da queste sentenze, dobbiamo ritenere che il 2015 potrà essere l’anno nel quale altre decisioni dei Tribunali, più ragionevoli ed ispirate ad un principio di equità e giustizia, terranno finalmente conto dell’incomprensibile contrasto venutosi a creare con la giurisprudenza degli anni precedenti.

Oggi come oggi, comunque, non dimentichiamo che ancora siamo di fronte ad una distinzione da fare sulla procedura e sul merito: alla Corte dei Conti compete giudicare le vicende della pensione, non potendo sindacare sulla base pensionabile; al Consiglio di Stato è riservata la competenza sul rapporto di impiego.

Va ripetuto: il diritto al riconoscimento dei benefici rischia di essere negato davanti il giudice del rapporto di lavoro, ma non davanti il giudice della pensione.

Un principio di cautela suggerisce come, prima di decidere se fare causa, sia conveniente aspettare le novità giurisprudenziali che sicuramente ci porterà il 2015, fermo restando che adesso rimane comunque utile, per tutti i numerosi militari interessati, sbrigare gli adempimenti e le formalità suggeriti nelle precedenti pubblicazioni del 30.05.2014, 31.10.2014 e del 05.11.2014.

di FRANCESCO PANDOLFI

In pratica: controllo della trascrizione matricolare recante la dicitura “ha prestato servizio per conto ONU”, compilazione del modulo Inps, richiesta al proprio Ente amministrativo l’applicazione della normativa sui benefici combattentistici.

note

[1] Legge n. 1746/62.

[2] C. Conti, sent. n. 845/2013 del 16.10.2013.

[3] Cons. Stato, sent. n. 5172/2014 del 21.10.2014.

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