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Di quanto il Governo taglia il cuneo fiscale

22 Novembre 2022 | Autore:
Di quanto il Governo taglia il cuneo fiscale

Per il momento, il Governo ha previsto un taglio del cuneo fiscale pari al 2-3%, a seconda del reddito dei lavoratori. Ma la promessa è di non fermarsi qui.

Durante tutta la campagna elettorale, il Centrodestra ha sempre promesso agli elettori di voler combattere per garantire salari più alti e meno tasse. Una volta preso il potere, il Governo di Giorgia Meloni ha subito messo in chiaro la volontà di tagliare di 5 punti il cuneo fiscale in questa legislatura, così da garantire ai lavoratori una busta paga più consistente. Il primo passo verso questa direzione è stato fatto durante la notte appena trascorsa, con l’ok del Consiglio dei Ministri alla Manovra fiscale (dal valore complessivo di 35 miliardi di euro), la quale ha previsto importanti novità.

Va detto, come affermato dalla premier durante la conferenza stampa di presentazione della misura, che il Governo in questa circostanza ha avuto le mani parzialmente legate a causa delle urgenti misure da adottare per aiutare imprese e famiglie a fronteggiare il caro energia, motivo per cui ha dovuto ridimensionare le risorse destinate ad altri interventi, come il taglio del cuneo fiscale, ossia quella componente della retribuzione che non finisce nelle tasche del lavoratore ma che va a finire allo Stato, composta da imposte e contributi previdenziali. 

La manovra approvata dal Consiglio dei Ministri ha riservato 4,185 miliardi di euro per il taglio, prevedendo l’esonero contributivo del 2% per redditi fino a 35.000 euro e del 3% per redditi fino a 20.000 euro. La riduzione del cuneo è tutta a beneficio dei lavoratori, ha sottolineato il Mef.

Inoltre, per i dipendenti è prevista un’aliquota al 5% per i premi di produttività fino a 3.000 euro e vengono agevolate le assunzioni a tempo indeterminato con una soglia di contributi fino a 6 mila euro per chi ha già un contratto a tempo determinato e, in particolare, per le donne under 36 e per i percettori del reddito di cittadinanza.

Nella manovra «c’è il taglio de cuneo fiscale, confermiamo il taglio del 2% per i redditi fino a 35mila euro, prorogato, ma aggiungiamo un 1% di taglio del cuneo, che arriva al 3% per i redditi fino a 20mila euro. È una misura che aiuta i redditi più bassi. Questa misura, al netto dell’intervento sull’energia, è la più costosa, oltre 4 miliardi al netto. L’altra grande priorità la abbiamo data al taglio del costo del lavoro» ha spiegato la premier Giorgia Meloni illustrando la manovra.

Incalzata dai giornalisti, che le hanno ricordato di quando al governo Draghi rimproverava un taglio del cuneo al 2% irrilevante chiedendole se fosse così incorsa nello stesso errore, Meloni ha risposto: «Non sono incorsa o incappata nello stesso errore. Quello che contestai al governo Draghi era di non aver speso gli 8 mld per anticipare la riforma fiscale ma di aver scelto di metterli sull’Irpef perché pensavo avrebbero reso meno. Noi abbiamo fatto una scelta diversa, quindi siamo rimasti coerenti con gli impegni presi: ci siamo dati come obiettivo di legislatura un taglio fino al 5% per i redditi fino ai 35mila euro e andiamo in quella direzione».

«Se oggi non avessimo avuto il problema delle bollette, avremmo fatto un intervento più significativo sul cuneo, ma a me pare che il segnale sia stato chiaro. Dopodiché la platea di chi percepisce un reddito di 35mila o 20 mila euro non è così ristretto», ma l’iniziativa del precedente governo «io non la contestavo affatto. La prima cosa che ci siamo detti con Giorgetti è ‘va confermata e aumentata’».



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