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Lo sai che? Licenziamenti e nuovo art. 18: due regole, due procedure

Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2014

Job Act o rito Fornero: le nuove regole dividono in due la platea dei dipendenti ai quali si applica l’articolo 18.

Con l’approvazione, nella giornata del 24 dicembre scorso, delle nuove regole per i licenziamenti e la conseguente riforma dell’articolo 18, sarà importante, da oggi in poi, verificare la data di assunzione del dipendente. Questo perché, a seconda che questi sia stato arruolato prima o dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo del Job Act, gli si applicheranno rispettivamente le vecchie o le nuove regole.

Tutto parte infatti da una ovvia considerazione: la riforma si applica solo agli assunti con contratto a tempo indeterminato successivamente all’approvazione della riforma.

1 | ASSUNTI PRIMA DELLA RIFORMA DEL JOB ACT

Per questa categoria di lavoratori continueranno ad applicarsi le regole del rito Fornero, e dunque:

– obbligo di tentativo di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro (Dtl);

– diritto ad ottenere un risarcimento compreso tra 12 e 24 mensilità oppure la reintegra;

– doppio giudizio (cautelare e di opposizione), secondo quanto avevamo chiarito nell’articolo “Come si impugna il licenziamento: le novità della riforma Fornero”.

2 | ASSUNTI DOPO LA RIFORMA DEL JOB ACT

La seconda platea di lavoratori, quelli cioè assunti dopo il Jobs Act, riceverà subito la lettera di licenziamento, senza bisogno del previo tentativo di conciliazione presso la Dtl. In caso intenda contestare il licenziamento, il dipendente:

– potrà fare causa con le regole ordinarie, senza quindi applicare il Rito Fornero;

– avrà pochissime speranze di ottenere la reintegra (solo nel caso di licenziamento discriminatorio o, per il licenziamento disciplinare, nel caso di inesistenza materiale del fatto): leggi la nostra guida di ieri sui licenziamenti: “Licenziamenti: così funziona il contratto a tutele crescenti”;

– potrà pretendere un risarcimento del danno pari a due mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, fino a un massimo di 24 mensilità e con un minimo di quattro;

– potrà aderire alla nuova conciliazione facoltativa.

3 | LICENZIAMENTI MISTI

Poiché il nuovo articolo 18 si applicherà anche ai licenziamenti collettivi, potrebbe accadere che, nell’ambito della stessa procedura, siano intimati licenziamenti soggetti a regimi sanzionatori differenti: quello della legge Fornero per i vecchi assunti, quello del Jobs Act per i lavoratori assunti dopo la riforma.

Le differenze

La procedura Fornero vale solo per i licenziamenti economici (esclusi quelli collettivi), mentre la conciliazione introdotta dal Jobs Act è ad ampio raggio e può essere usata per qualsiasi tipologia di recesso.

Con il rito Fornero, la procedura alla Dtl è obbligatoria prima di intimare il licenziamento.

Al contrario, la nuova conciliazione ha natura puramente facoltativa: il datore può decidere liberamente se tentare questa strada, offrendo l’assegno risarcitorio, e il lavoratore è libero di accettare o rifiutare.

Quanto alla sede del tentativo di conciliazione, se la procedura Fornero si deve svolgere presso la Dtl, la conciliazione “veloce” del Job Act può essere attivata presso una qualsiasi sede abilitata dalla legge.

note

Autore immagine: 123rf com


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