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Come tutelare il patrimonio di un figlio disabile

24 Novembre 2022 | Autore:
Come tutelare il patrimonio di un figlio disabile

La legge sul «dopo di noi» offre ai genitori validi strumenti per difendere anche dopo la loro morte i beni conferiti ai discendenti affetti da disabilità grave.

Una delle preoccupazioni più grandi per i genitori di un figlio affetto da grave disabilità è quella di sapere come riuscirà a cavarsela al mondo quando gli adulti che se ne prendono cura non ci saranno più. A parte il lato terapeutico e assistenziale, per il quale ci sono (o dovrebbero esserci) le strutture pubbliche di riferimento, il denaro è a rischio: potrebbe essere carpito con appropriazioni e raggiri da truffatori, o con violenze fisiche e morali compiute da soggetti malintenzionati.  Così i risparmi di una vita, gli oggetti di valore ed anche i patrimoni mobiliari e immobiliari lasciati in eredità potrebbero facilmente disperdersi. E allora i genitori si chiedono con una certa apprensione: come tutelare il patrimonio di un figlio disabile?

Legge Dopo di noi: cosa prevede

La risposta arriva dalla legge sul “Dopo di noi”, vigente dal 2016, che si prefigge lo scopo di «favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia della persona con disabilità». Non è una mera enunciazione di principio: questa recente normativa fornisce anche gli strumenti adeguati per farlo.

Tra gli strumenti che consentono di tutelare il patrimonio dei figli disabili, i più importanti sono:

  • il Fondo speciale pubblico, destinato ai disabili che sono privi del sostegno della famiglia: serve ad evitare il loro ricovero presso gli istituti e a fornirgli una adeguata sistemazione abitativa, con la prestazione delle cure occorrenti;  le risorse stanziate dallo Stato vengono erogate e gestite dalle Regioni, con vari programmi di intervento;
  • il fondo speciale privato, che viene creato dai genitori in favore del figlio disabile. Prevede un vincolo di destinazione dei beni conferiti nel fondo mediante un «contratto di affidamento fiduciario», e questo schema costituisce un valido scudo contro le pretese e mire altrui. Una variante di questo istituto è la costituzione di un trust, cioè di un vero e proprio patrimonio separato, e sempre munito di un vincolo di destinazione, in modo che l’amministratore non possa discostarsi dagli scopi prefissati.

Affidamento fiduciario dei beni

Il fondo speciale creato dai genitori a beneficio del figlio disabile può essere costituito con un contratto, o anche con una disposizione testamentaria, di affidamento fiduciario, con cui i genitori (gli affidanti) conferiscono ad un soggetto di propria fiducia (l’affidatario) l’incarico di destinare e gestire i beni nell’interesse del figlio disabile. Si possono anche specificare le linee di attuazione del programma, al quale l’affidatario – che diventa, sostanzialmente, un amministratore – dovrà scrupolosamente attenersi: se ne assume l’impegno sottoscrivendo il contratto o accettando l’incarico che gli viene conferito nel testamento fatto dai genitori. Quindi l’incarico di amministrazione è vincolato dalle disposizioni date dai genitori del disabile.

Il patrimonio costituito dai beni conferiti nel fondo speciale fiduciario è separato da quello dell’amministratore affidatario, e perciò i suoi creditori non potranno aggredirlo. L’art. 2645 ter del Codice civile dispone che il vincolo di destinazione sui beni è opponibile ai terzi se l’atto viene trascritto. Per questo motivo è opportuno rivolgersi, per la redazione del contratto o del testamento, ad un notaio, che curerà le relative formalità. Le utilità tratte dalla gestione del patrimonio vanno sempre a vantaggio del beneficiario, cioè del disabile in favore del quale il fondo è stato istituito.

Costituzione di un trust

L’alternativa al contratto di affidamento fiduciario è la costituzione di un trust, cioè un fondo nel quale confluiscono i beni individuati dai genitori del figlio disabile (che assumono il ruolo di soggetti disponenti, o “settlor“). Anche in questo caso opera un analogo vincolo di destinazione del patrimonio e di opponibilità ai terzi degli atti compiuti.

Con lo schema del trust il fiduciario (detto “trustee”) ha l’incarico di gestire i beni nell’interesse della persona disabile, che è il beneficiario dell’amministrazione svolta. La legge sul Dopo di noi prevede la nomina di un ulteriore soggetto, detto guardiano o protector, con il compito di vigilare sul corretto operato del trustee. Questo ruolo può essere svolto anche dall’amministratore di sostegno del disabile.

Una recente applicazione del trust creato dai genitori per il loro figlio disabile è avvenuta con una pronuncia del giudice tutelare del tribunale di Lodi, che ne ha autorizzato l’istituzione nominando come trustee la sorella e come guardiano l’amministratrice di sostegno (che in quel caso era la madre del ragazzo): nel trust sono confluiti i soldi depositati sul conto corrente del ragazzo (per una somma di circa 100mila euro), che non potranno essere utilizzati per scopi diversi da quelli stabiliti dai genitori.  Il giudice tutelare ha previsto un «monitoraggio» sull’impiego dei fondi ed ha stabilito un «obbligo di informazione e di rendicontazione periodica» delle attività compiute dal trustee. Puoi leggere la pronuncia nel box “sentenza” a fondo pagina.

Approfondimenti

Per conoscere le vicende ereditarie del patrimonio che passa dai genitori al figlio disabile ed il trattamento fiscale degli istituti che abbiamo analizzato (sono quasi sempre esentasse) leggi l’articolo: “Cosa succede ai figli disabili dopo la morte dei genitori“.


note

Trib. Lodi, sez. I, decr., 9 luglio 2022
Giudice Dalla Via

Letta l’istanza depositata da omissis con gli avv.it omissis in qualità di amministratori di sostegno del figlio omissis per l’autorizzazione ad istituire in favore del beneficiario un Trust ai sensi della Legge 112/2016, sottoscrivendo idoneo atto notarile come da bozza in atti e, parimenti, autorizzare il trasferimento a favore del Fondo in Trust, così istituito, della somma di euro 100.432,17 attualmente presente sul conto corrente omissis intestato al beneficiario:
esaminata la documentazione allegata e i chiarimenti forniti;
esaminata altresì la bozza di atto istitutivo di Trust, come modificata ed integrata alla luce delle indicazioni fornite dal giudice tutelare con decreto del 23 settembre 2020, prevedendo in particolare specifiche ipotesi di coinvolgimento e monitoraggio da parte del giudice tutelare per quanto concerne l’impiego dei fondi del trust, eventuali investimenti e l’obbligo di rendicontazione e informazione periodica;
ritenuta l’istanza meritevole di accoglimento in quanto di evidente utilità per il beneficiario, tenuto conto del suo patrimonio e delle specifiche esigenze di protezione emerse nel corso dell’istruttoria;
autorizza
in conformità.
Immediata efficacia esecutiva ex art. 741 c.p.c.,
Si comunichi


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