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Chi paga le spese per la casa dopo il divorzio?

26 Novembre 2022
Chi paga le spese per la casa dopo il divorzio?

Ho divorziato e la casa coniugale, di mia proprietà, è stata assegnata alla mia ex moglie. Occorre riparare delle porte gravemente lesionate per un temporale. Chi deve pagare? Pe ripararle occorre entrare in casa. Devo chiedere il permesso alla mia ex moglie?

Le spese straordinarie relative all’immobile che è stato assegnato all’ex coniuge spettano al proprietario dell’immobile come ha chiarito più volte la Corte di Cassazione (si veda ad esempio la sentenza n. 18.476 del 2005).

Pertanto, se non c’è un diverso accordo tra gli ex coniugi e se non è stato stabilito diversamente nel provvedimento del giudice del divorzio, le spese di natura straordinaria relative all’immobile assegnato all’ex coniuge spettano al proprietario.

Occorre inoltre aggiungere che la spesa necessaria ad effettuare l’intervento da lei descritto fa riferimento ad una riparazione di carattere straordinario che, come stabilisce l’articolo 1005 del Codice civile (applicabile in caso di assegnazione della casa coniugale), è a carico del proprietario.

Fatta questa precisazione, occorre anche dire che il proprietario di un immobile che sia stato assegnato dal giudice all’ex coniuge non può entravi senza il consenso dell’ex coniuge.

L’ex coniuge che sia proprietario, ma non assegnatario della casa, non vi può entrare contro la volontà dell’ex coniuge assegnatario: se entrasse senza consenso commetterebbe il reato di violazione di domicilio (in questo senso si è espressa la Corte di Cassazione penale con sentenza n. 30.726 dell’8 marzo 2019).

Pertanto, il consiglio che le do è quello di inviare alla sua ex moglie una raccomandata a.r. specificando che per procedere alla riparazione delle porte occorre che lei ed i tecnici possiate accedere all’appartamento (potrà spiegare anche i motivi che rendono necessaria anche la sua presenza oltre che quella dei tecnici) e che quindi lei resta in attesa di una risposta contenente il consenso della sua ex coniuge alla possibilità per lei e per i tecnici di accedere all’immobile per tutte le volte che sarà necessario per effettuare l’intervento di riparazione.

Potrà aggiungere che, in mancanza di risposta entro il termine che lei specificherà nella raccomandata (termine che può essere di circa 10 giorni dal ricevimento della raccomandata) oppure nel caso in cui il consenso all’accesso le sia negato, non sarà possibile procedere alla riparazione indicata e che in quel caso lei declina ogni responsabilità per la mancata riparazione e per eventuali ulteriori danni che il mancato intervento dovesse causare.

Una volta che avrà inviato la raccomandata non le resterà che attendere il riscontro della sua ex moglie per verificare se le sarà concesso o meno l’accesso.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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