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Rottamazioni micro-debiti: perché il Governo ha detto sì

22 Novembre 2022 | Autore:
Rottamazioni micro-debiti: perché il Governo ha detto sì

Lo scopo primario è quello di ridurre i carichi affidati all’agente della riscossione, considerato che la maggior parte dei debiti non verrebbe riscossa.

La decisione del Governo di rottamare le più piccole cartelle fiscali, già annunciata da alcune settimane dalla stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha fatto molto discutere. La scelta di cancellare le multe e le cartelle esattoriali non pagate di un valore massimo di mille euro, ufficialmente giustificata come «scorciatoia» per aiutare le famiglie in questo momento economicamente così difficile, è stata meglio spiegata questa mattina durante la conferenza stampa in cui è stata presentata la Manovra fiscale.

«Non abbiamo fatto nessun tipo di sanatoria, agevolazioni o regali ai contribuenti» ha dichiarato oggi il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, presentando le misure che riguardano le cartelle fiscali, contenute nella legge di bilancio.

«Le cartelle di ammontare ridotto, fino a 1.000 euro e fino al 2015, sono cartelle che obiettivamente non sono più esigibili. Dobbiamo togliere di mezzo lo stock imponente di cartelle che gestisce Agenzia della riscossione: ci sono circa 1.132 miliardi di euro di carichi affidati all’agente della riscossione ma la Corte dei conti ha detto che può essere riscosso solo il 6%-7%. Dobbiamo smaltire l’inesigibile; pensate a soggetti falliti o deceduti». Quindi, le cartelle di 1.000 euro «le togliamo via, anche perché sono passati 7 anni, se non sono state riscosse è difficile che lo potranno essere in futuro». Per l’ammontare superiore, invece, «si dovrà pagare tutta l’imposta, senza sanzioni né interessi, in 5 anni».

Altre misure interessano il contribuente che ha presentato le dichiarazioni fino al 2022 «e magari è stato il più diligente, magari ha esposto in dichiarazione le imposte da pagare però, purtroppo, non aveva le risorse finanziarie; questo contribuente deve pagare tutte le imposte», afferma il viceministro. «Chiariamolo per fugare ogni tipo di dubbio: questo non è assolutamente un condono ne vengono fatte sanatorie di tipo penale, devono pagare tutte le imposte. Si applica una sanzione più bassa, una sanzione del 3% rispetto alle sanzioni molto più elevate, e si da uno spettro di pagamento quinquennale, quindi veniamo incontro a coloro i quali hanno presentato la dichiarazione, non avevano le risorse, si mettono a posto in uno spettro temporale più ampio».

«Ci siamo dati carico anche di coloro i quali hanno presentato la dichiarazione ma, per una serie di motivi, non hanno potuto mettere in evidenza quelli che erano tutti i redditi dovuti – prosegue Leo. – Allora in quel caso diciamo: devi metterti a posto, devi pagare tutta l’imposta, devi pagare le sanzioni del 5%, ma in uno spettro temporaneo di 2 anni». Rispetto al ravvedimento operoso, che prevede il versamento di quanto dovuto in un anno, «diamo la possibilità a questi soggetti di effettuare il pagamento in uno spazio temporale più ampio».

«Poi abbiamo i casi in cui il soggetto è stato raggiunto da un avviso di accertamento, da un processo verbale della Gdf, e anche qui la regola è sempre quella del pagare tutta l’imposta, di applicare le sanzioni ridotte del 5% e avere uno spazio temporale di 5 anni», spiega il viceministro. «In questi casi, ricevuto l’accertamento, o fai acquiescenza, e accetti tutto quello che ha detto il fisco e hai una riduzione delle sanzioni, oppure ti metti seduto al tavolino con l’ufficio, con l’amministrazione finanziaria, ed esponi le tue ragioni, e poi sulla base di un contraddittorio, si può arrivare anche a un’imposta più bassa».

«Infine, se ci sono già dei contenziosi in piedi, ci sono due possibilità: la conciliazione giudiziale o, in via alternativa, abbiamo dato la possibilità di usare dei meccanismi che già esistono».



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