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Quando si ha diritto alla lode alla Maturità?

24 Novembre 2022 | Autore:
Quando si ha diritto alla lode alla Maturità?

Si può negare il riconoscimento massimo per il voto contrario di un solo docente? Come funziona il punteggio secondo le ultime indicazioni del Ministero?

Concludere la scuola superiore con il voto massimo all’esame di Stato è l’aspirazione di qualsiasi liceale che tenga particolarmente al suo curriculum. Constatare che viene premiato il talento e l’impegno è, indubbiamente, una soddisfazione impagabile. Ma quando si ha diritto alla lode alla Maturità? E, soprattutto: come viene decisa? Ci deve essere l’unanimità di tutti i docenti?

Secondo i più recenti chiarimenti del ministero dell’Istruzione, la commissione esaminatrice può assegnare la lode allo studente che, senza aver usufruito dei cinque punti di bonus, ha ottenuto il massimo dei crediti con voto unanime del Consiglio di classe e il massimo nelle prove d’esame. Tuttavia, il Tar della Puglia non è di questo parere: in una recente sentenza, infatti, ha stabilito che il voto contrario di un solo docente non impedisce al maturando di avere la lode. Vediamo perché.

Come funziona il punteggio alla Maturità?

L’esame di Maturità è la prova conclusiva delle scuole superiori di secondo grado che si svolge ogni anno al termine dell’anno scolastico e che consente di diventare diplomati. Consiste in diversi compiti scritti e in un colloquio orale sostenuti allo scopo di verificare il grado di preparazione dello studente al termine del suo percorso di apprendimento.

Il voto è dato dalla somma tra i crediti assegnati per gli ultimi tre anni di scuola superiore e i punti maturati nel corso dell’esame. Per avere la lode, dunque non basta fare delle prove da capogiro alla sessione di esami: occorrerà anche aver dimostrato nell’ultimo ciclo di studi impegno, competenza e continuità. Secondo il criterio utilizzato più recentemente, il credito scolastico è attribuito fino a un massimo di 50 punti. Per l’esame, si può arrivare:

  • fino a 15 punti nella prova scritta di italiano;
  • fino a 10 punti nella seconda prova scritta;
  • fino a 25 punti nella prova orale.

Il voto finale si calcola in centesimi, pertanto il voto massimo è 100, mentre il minimo per superare l’esame di Stato è di 60.

C’è una sorta di «bonus» di 5 punti che può essere assegnato agli studenti con un credito scolastico di almeno 40 punti e un risultato nelle prove di esame pari almeno a 40 punti, secondo criteri stabiliti dalle commissioni.

La lode, secondo le ultime indicazioni del Ministero, può essere assegnata a chi ha conseguito il massimo dei voti all’esame e come credito scolastico, senza la necessità di ricorrere ai 5 punti di bonus.

In altre parole: se uno studente ottiene 50 punti di credito scolastico e 45 punti all’esame, avrebbe bisogno dei 5 punti di bonus per arrivare al punteggio massimo di 100. Gli verrà assegnato il 100 ma senza la lode, poiché ha dovuto utilizzare il bonus.

Ci vuole l’unanimità per la lode alla Maturità?

La regola pubblicata dal ministero dell’Istruzione prevede che, per poter assegnare la lode alla Maturità, oltre al punteggio massimo senza bonus ci vuole anche il voto unanime del Consiglio di classe.

Una recente sentenza del Tar della Puglia, però [1], ha puntualizzato che il voto contrario di un solo docente non può impedire ad uno studente di ottenere la lode all’esame di Stato. Pertanto, secondo i giudici amministrativi, non è richiesta l’unanimità della Commissione esaminatrice.

Il Tribunale, nella sentenza leggibile per intero in fondo a questo articolo, ha accolto l’istanza di una studentessa che si era vista negare la lode per il parere contrario di un professore. La ragazza aveva chiesto l’annullamento del giudizio finale di valutazione dell’esame di Stato nella parte in cui le era stato assegnato il voto di 100/100 senza la lode. Chiedeva anche di rendere nullo il verbale della riunione della Commissione per quel che riguarda l’attribuzione del voto finale nella parte in cui non le era stata attribuita la lode per non unanimità del giudizio sul punto, nonostante il conseguimento, da parte sua, del punteggio massimo di 100 senza fruire del bonus.

Ad avviso del Tar, la mancanza di unanimità per il voto contrario di un solo docente non è un elemento sufficiente per negare la lode a un maturando. A maggior ragione – si legge nella sentenza – perché il Ministero aveva previsto l’assegnazione della lode agli studenti che avessero conseguito il punteggio massimo di 100/100 senza fruire di punteggio integrativo e a patto che avessero conseguito il credito scolastico massimo all’unanimità e il punteggio massimo alle prove d’esame.

Senza una motivazione precisa dell’orientamento contrario alla lode, concludono i giudici, il giudizio della Commissione è illegittimo nella parte in cui non viene riconosciuta la lode allo studente.


note

[1] Tar Puglia sent. n. 1731/2022 del 31.10.2022.

TAR Puglia, sez. II, sent., 31 ottobre 2022, n. 1731

Presidente Mangia – Estensore Vitucci

Fatto e diritto

1) Premesso che:

– a) l’alunna ricorrente si duole del giudizio finale dell’esame di Stato sostenuto presso il Liceo -omissis- di – omissis -, nella parte in cui la votazione di 100/100 non è stata accompagnata dalla “lode”;

– b) espone all’uopo la ricorrente di essere stata ammessa agli esami di maturità con il credito scolastico massimo di 50, di aver superato tutte le prove d’esame col massimo punteggio e di non aver beneficiato di punteggi integrativi per il raggiungimento di 100/100;

– c) come risulta dal verbale – omissis – del 4 luglio 2022, la ricorrente non ha ricevuto la “lode” per mancanza dell’unanimità, risultando contrario uno dei docenti;

– d) di tanto si duole la ricorrente, deducendo la mancanza di motivazione di tale mancata attribuzione della “lode”;

– e) alla camera di consiglio del 25 ottobre 2022, la causa è stata trattenuta in decisione, previa rinuncia del difensore di parte ricorrente alla riserva di motivi aggiunti e con avviso della possibile adozione della presente sentenza in forma semplificata (v. verbale).

2) Ritenuto che il ricorso vada accolto alla luce delle seguenti osservazioni:

– a) l’art. 28 dell’Ordinanza Ministeriale n. 65/22, nel dettare la disciplina per gli esami di Stato dell’a.s. 2021/2022, ha previsto, al comma 5, la possibilità che la sottocommissione d’esame attribuisse, all’unanimità, la “lode” agli studenti che avessero conseguito il punteggio massimo di 100/100 senza fruire di punteggio integrativo e a patto che avessero conseguito il credito scolastico massimo all’unanimità e il punteggio massimo alle prove d’esame;

– b) in casi del genere, la giurisprudenza ha osservato che la discrezionalità di cui gode la P.A. è sindacabile allorquando l’esercizio della stessa risulti “del tutto immotivato sul punto, quando una motivazione, secondo il normale apprezzamento, sia sentita come necessaria”, risultando, a fronte del curriculum dello studente, “che la mancata attribuzione della lode si sarebbe dovuta congruamente motivare…” (C.d.S. n. 1016 del 12 febbraio 2019);

– c) nel caso in esame, la mancata attribuzione della “lode” risulta determinata dal mancato raggiungimento dell’unanimità, in ragione del parere contrario espresso da uno dei docenti, ma non vi è alcuna motivazione dell’orientamento contrario alla “lode”;

– d) pertanto, alla luce della richiamata giurisprudenza, il giudizio finale espresso nei confronti della ricorrente è illegittimo nella parte in cui non attribuisce la “lode”, perché è carente di motivazione;

– e) inoltre, nel verbale – omissis – del 4 luglio 2022, la P.A. si era espressamente autovincolata a registrare i nominativi dei commissari esprimenti il parere discorde “unitamente alle motivazioni addotte”, come da nota n. 6 in calce al suddetto verbale, ma di tale motivazione non vi è traccia, per il che la mancata attribuzione della lode risulta ancor più immotivata.

3) Ritenuto quindi che il ricorso vada accolto e che, per l’effetto, vada annullato il giudizio finale espresso nei confronti della ricorrente nella parte in cui non attribuisce la “lode”.

4) Ritenuto che le spese di lite possano essere compensate per la peculiarità del caso esaminato.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia di Lecce, Sezione Seconda, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini e per gli effetti di cui in motivazione.

Spese di lite compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento UE 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento delle generalità.


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