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Entro quando denunciare un difetto di un oggetto d’arte

24 Novembre 2022 | Autore:
Entro quando denunciare un difetto di un oggetto d’arte

Quando si prescrive la possibilità di denunciare un vizio su un quadro o su un libro antico che si rivela di scarso valore?

Comprare un quadro o un libro antico e rendersi conto a distanza di tempo che ha un vizio o che si tratta di un clamoroso falso dev’essere, a dir poco, irritante. Viene spontaneo tornare dal venditore, fargli notare che l’oggetto acquistato non valeva la somma pagata e pretendere dietro i soldi. Nulla vieta di denunciare il fatto, purché, però, si agisca prima della prescrizione. Entro quando denunciare un difetto di un oggetto d’arte?

La Cassazione ha ribadito recentemente quanto riportato nel Codice civile, cioè che per capire quando scatta la prescrizione non bisogna fare riferimento alla data in cui è stato scoperto il vizio ma a quella in cui l’oggetto è stato consegnato all’acquirente.

Più precisamente, la legge [1] dice che il compratore decade dal diritto alla garanzia, se non denuncia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge. Tale denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o l’ha occultato.

Significa, dunque, che è possibile contestare l’acquisto entro otto giorni da quando è stato scoperto il difetto dell’oggetto d’arte, dopodiché non si ha più diritto ad alcunché. A meno che il venditore abbia ammesso il vizio o abbia tentato di fare il furbo nascondendolo al compratore.

Quegli otto giorni dalla scoperta del difetto, però, vanno collocati in un determinato arco di tempo, cioè entro un anno dalla consegna dell’oggetto. Trascorso questo periodo, scatta la prescrizione. In ogni caso, l’onere della prova è a carico del compratore. La prescrizione decorre dalla consegna se è già stato concluso il contratto, altrimenti parte da quest’ultimo momento.

L‘esempio pratico arriva dal caso su cui si è pronunciata recentemente la Cassazione [2]. Si tratta del ricorso presentato da un uomo che aveva acquistato dei libri e dei quadri ritenuti di un certo valore. Poi, però, sono saltati fuori dei difetti che gli hanno fatto capire di non avere certo fatto un affare: quel «certo valore» si è dimostrato molto inferiore rispetto a quello che aveva pagato.

Sia la Corte d’appello in primis sia, successivamente, la Cassazione hanno ricordato che in casi come questo il compratore ha l’onere di contestare i difetti entro otto giorni a decorrere:

  • dalla scoperta dei vizi nella loro manifestazione esteriore quando si tratta di vizi occulti (ad esempio, all’interno del legno della cornice di un quadro);
  • dal momento in cui è stato possibile acquisire, sulla base di elementi obiettivi e con apprezzabile grado di approssimazione e certezza in buona fede, se si tratta di vizi normalmente riconoscibili.

La Corte ha ribadito, inoltre, che l’azione di denuncia del difetto si prescrive entro un anno dalla consegna. Insomma, chi non ha avuto l’occhio attento e non si è reso conto durante il primo anno dopo l’acquisto dello scarso valore artistico dell’oggetto comprato, non potrà pretendere alcunché.

La Cassazione ha aggiunto un particolare in più: se il venditore fa notare che è già trascorso un anno dalla consegna dell’oggetto e che, pertanto, è intervenuta la prescrizione, il compratore deve dimostrare di avere denunciato con qualsiasi mezzo (ad esempio, via telefono) il vizio riscontrato entro otto giorni da quando ne ha avuto la certezza obiettiva e completa.


note

[1] Art. 1495 cod. civ.

[2] Cass. sent. 34290/2022.

Autore immagine: canva.com/


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