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Cosa non funziona nella Manovra: presentata controproposta

23 Novembre 2022 | Autore:
Cosa non funziona nella Manovra: presentata controproposta

Secondo il Partito democratico, la Manovra varata dal Cdm non è sufficiente a rispondere alle esigenze del Paese: per questo ha presentato una «contromanovra».

Se opposizione deve essere, opposizione sia. Così non va, e questa Manovra «non s’ha da fare». Leggendo la controproposta alla Manovra presentata dal Partito democratico sembra che nulla di corretto sia stato fatto, o quantomeno non siano state assunte le decisioni fondamentali per un Paese impegnato ad uscire da una crisi non solo energetica ma anche economica e lavorativa.

Il Pd ha preparato una ‘contromanovra’ dopo il via libera ieri del Cdm alla manovra targata Giorgia Meloni. Un documento sintetico in cui ci si concentra sugli aspetti negativi del testo del Governo per avanzare quindi controproposte elaborate dai dem.

Due i punti essenziali individuati dal Pd. Il primo è che la manovra Meloni è «inadeguata per fronteggiare inflazione e recessione», per tre motivi:

  • intanto perché «21 miliardi contro caro energia bastano per 3-4 mesi (nel 2022 stanziamento medio mensile di oltre 5 miliardi) e nulla si sa del disaccoppiamento gas-rinnovabili e di altre possibili misure per calmierare i prezzi»;
  • poi perché sono «pochi 2-3 punti di taglio cuneo (carrello spesa +12,6% retribuzioni +1,1%)»;
  • infine c’è «poco o nulla per il rilancio dell’economia: non sembra ci siano risorse aggiuntive per gli investimenti pubblici, poco si sa degli incentivi per quelli privati (anzi, si ridimensiona super bonus 110% senza nemmeno sbloccare i crediti fiscali incagliati) e di cosa il governo vuole fare sul Pnrr».

Il secondo punto su cui si concentra la critica del Pd è sul fatto che la manovra del governo viene giudicata iniqua visto che non c’è «nulla contro l’evasione fiscale (anzi, segnali sbagliati: innalzamento tetto contante e condono cartelle esattoriali)». E poi «si fa cassa sui poveri, togliendo in modo indiscriminato il reddito di cittadinanza (si rischia che venga tolto da un giorno all’altro a 660 mila persone) senza alcuna vera riforma di questo strumento». E per il Pd si fa anche «cassa sui pensionati, perché pare che una parte delle pensioni non verranno adeguate all’inflazione».

Inoltre, per i dem «si finanziano misure non necessarie (come l’estensione della flat tax a 85 mila euro) che allargano il divario di tassazione tra dipendenti e autonomi. Nulla si sa, inoltre, sugli stanziamenti per la sanità (che nel tendenziale crolla in rapporto al PIL dal 7% nel 2022 al 6% nel 2025), la scuola, gli enti locali».

Quindi, le proposte delle contromanovra Pd. «Cosa proponiamo»: sono 3 i filoni di intervento:

  • un «pacchetto energia-ambiente decisamente più ambizioso»;
  • «misure più coraggiose sul potere d’acquisto dei redditi e il lavoro»;
  • «misure per rilanciare gli investimenti e la crescita».

Sul primo punto i dem propongono più risorse, aumentando aliquota e perimetro della tassazione degli extra profitti; contratti di fornitura energia a prezzo calmierato; tetto nazionale al prezzo dell’elettricità, per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità prodotta da gas rispetto a quella prodotta da altre fonti, normativa per avviare le comunità energetiche rinnovabili, riordino degli incentivi per l’efficientamento energetico e sismico degli edifici.

Per quanto riguarda gli investimenti la proposta è di introdurre norme per accelerare l’attuazione del Pnrr e un fondo pluriennale per gli investimenti degli enti locali. Su «lavoro e potere d’acquisto dei redditi», invece, il Pd individua come priorità il salario minimo e un taglio del cuneo con l’introduzione progressiva di una franchigia fino a 1.000 euro sui contributi Inps a carico dei lavoratori. Ed ancora equo compenso per gli autonomi e potenziamento della quattordicesima pensionistica.



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