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Decurtazione punti dalla patente: il valore della causa non è indeterminabile

28 dicembre 2014


Decurtazione punti dalla patente: il valore della causa non è indeterminabile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 dicembre 2014



Il valore della domanda va dedotto con riferimento alla sanzione principale, che resta quella pecuniaria dal valore determinabile.

Il contributo unificato e l’eventuale condanna al pagamento delle spese processuali, per una causa di opposizione a verbale per violazione del Codice della Strada (ossia la classica multa) va determinato in base al valore della sanzione principale pecuniaria: pertanto, la presenza della sanzione accessoria di decurtazione dei punti dalla patente di guida non rende la controversia di valore indeterminabile.

Lo ha chiarito la Cassazione in una recente sentenza [1].

La vicenda

Un automobilista, in secondo grado, perdeva il ricorso contro una multa di circa 150,00 Euro e sottrazione di due punti dalla patente, per violazione del Codice della Strada. La condanna conteneva anche l’obbligo a pagare le spese processuali liquidate in favore dell’avvocato di controparte nella misura di euro 2.700,00 sull’erroneo presupposto che la causa fosse di valore indeterminabile, con applicazione del relativo scaglione.

 

La Suprema Corte spiega che, se da una parte il destinatario di una multa per violazione del Codice della Strada, con l’opposizione mette in discussione non solo la sanzione pecuniaria ma anche la preannunciata decurtazione dei punti, questo non vuol dire che il valore della controversia sia indeterminabile. Invero, il valore della domanda va dedotto con riferimento alla sanzione principale, che resta quella pecuniaria dal valore determinabile; a nulla rileva, sotto questo profilo, la presenza di una sanzione accessoria qual è appunto quella di sottrazione dei punti dalla patente.

Questo principio si riflette inesorabilmente anche sulla liquidazione delle spese processuali. In definitiva, l’ammontare delle spese legali in un giudizio di opposizione a violazione al Codice della Strada, comportante anche la decurtazione dei punti dalla patente, non può essere parametrato come se la causa fosse di valore indeterminabile.

Una diversa impostazione avrebbe ripercussioni irragionevoli anche sotto il profilo del pagamento del contributo unificato, aspetto che invece il legislatore ha voluto scongiurare quando ha fissato in Euro 43,00 il costo di accesso alla giustizia per i processi di valore fino a 1.100, in cui rientrano la maggioranza delle sanzioni di cui trattasi.

Diversamente opinando vi sarebbe una incostituzionale violazione del diritto di difesa, rendendo di fatto particolarmente svantaggioso l’accesso alla giustizia da parte del cittadino.

note

[1] Cass. sent. n. 26800/14 del 18.12.2014.

Autore immagine: 123rf com

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