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Stangata sulle sigarette, sempre più costose dal 2023

24 Novembre 2022 | Autore:
Stangata sulle sigarette, sempre più costose dal 2023

La Manovra fiscale 2023 ha disposto un aumento dell’accisa sulle sigarette, che costeranno circa 70 centesimi in più ogni pacchetto da 20.

Che fumare non convenga non è certo un segreto, ma che convenga ancora meno dal prossimo anno è una novità tutta «made in Manovra fiscale 2023». Tralasciando le implicazioni che il fumo ha sulla propria salute, dal prossimo anno economicamente sarà ancora più svantaggioso avere questo brutto vizio, che peserà sempre di più sul bilancio familiare.

Tra le importanti novità contenute nella bozza della Manovra fiscale approvata pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri, è stato inserito anche l’aumento dell’accisa sulle sigarette.

L’ammontare dell’accisa è costituito dalla somma dei seguenti elementi:

  • un importo specifico fisso per unità di prodotto, determinato, per l’anno 2023, in 36,00 euro per 1.000 sigarette, per l’anno 2024 in 36,50 euro per 1.000 sigarette e, a partire dall’anno 2025, in 37,00 euro per 1.000 sigarette;
  • un importo risultante dall’applicazione dell’aliquota di base, di cui alla voce «Tabacchi lavorati al prezzo di vendita al pubblico».

In termini pratici per il consumatore, secondo i calcoli effettuati, il prezzo in media crescerà di circa 70 centesimi per ogni pacchetto da 20 sigarette, aumentando ancor di più a partire dall’anno 2024 in poi.

Nonostante si parli nello specifico di sigarette, la decisione di aumentare i prezzi dell’accisa, oltre a rappresentare quella che sarà una vera e propria stangata non solo per i consumatori ma anche per i produttori, tocca anche tutti i prodotti con tabacco lavorato come sigari, tabacchi da fiuto e mastico o quelli da pipa e da inalazione (che, rispetto alle sigarette, sono molto meno utilizzati e diffusi).

Ma quali sono i costi delle sigarette? Il prezzo finale di vendita al pubblico viene fissato dall’Agenzia Dogane e Monopoli e si compone di diverse voci, tra cui accise, quota al fornitore, Iva e aggio. Per le sigarette (e per tutti i prodotti del tabacco) l’Iva è al 22%, le accise variano a seconda della categoria (da calcolarsi per le sigarette sommando la componente fissa a una proporzionale al prezzo di vendita, con un’aliquota fissata di base al 59,8%), mentre l’aggio del rivenditore è pari al 10% del prezzo di vendita al pubblico del prodotto.



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