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Lo sai che? Dispensa dal lavoro durante il preavviso

Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2014

Nel caso in cui  il lavoratore si dimetta e l’azienda lo dispensi dal prestare servizio durante il periodo di preavviso, come si calcola l’indennità di mancato preavviso?

Alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) riconoscono la facoltà della parte (nella fattispecie, il datore di lavoro), cui sia stato comunicato il recesso con preavviso dal contratto di lavoro, di dispensare la parte recedente (nella fattispecie, il lavoratore) dai relativi obblighi (ossia dal prestare servizio durante il preavviso).

In casi del genere, dunque, occorre innanzitutto verificare cosa prevede il Ccnl applicato. A riguardo, possiamo distinguere le due diverse ipotesi.

Qualora il Ccnl, contenga una simile clausola, il datore di lavoro potrà troncare immediatamente il rapporto ed esonerare il lavoratore dimissionario dallo svolgimento dell’attività lavorativa fino al termine del periodo di preavviso, senza che quest’ultimo possa vantare alcun diritto all’indennità di mancato preavviso [1]. In altre parole, allorquando il lavoratore si dimette, fermo restando l’obbligo in capo a questi di dare il preavviso, è diritto del datore di lavoro rifiutare la prestazione lavorativa durante tale periodo e così non pagare né le mensilità durante le quali avrebbe operato il preavviso, né tantomeno l’indennità di mancato preavviso.

Nel caso, invece, in cui il Contratto collettivo non preveda nulla a riguardo, la Cassazione [2] riconosce al lavoratore recedente il diritto di pretendere alternativamente:

1. o di prestare la propria opera lavorativa durante il periodo di preavviso

2. oppure di ricevere, in caso di rifiuto della prestazione da parte del datore, la relativa indennità sostitutiva.

Sempre la Suprema Corte ha di recente precisato [3] che l’indennità sostitutiva del preavviso spetta in ogni caso di recesso dal rapporto di lavoro a tempo indeterminato in cui non vi sia stato il preavviso del lavoratore.

Ricordiamo che, secondo quanto stabilito dal codice civile [4], l’indennità di mancato preavviso deve calcolarsi computando le provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili o ai prodotti ed ogni altro compenso di carattere continuativo, con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese. Se il prestatore di lavoro è retribuito in tutto o in parte con provvigioni, con premi di produzione o con partecipazioni, l’indennità suddetta è determinata sulla media degli emolumenti degli ultimi tre anni di servizio o del minor tempo di servizio prestato. Fa parte della retribuzione anche l’equivalente del vitto e dell’alloggio dovuto al prestatore di lavoro.

note

[1] Cass. sent. n. 5279/1987, 4035/1984, 403/1982.

[2] Cass. sent. n. 5284/1999; Tribunale di Massa, sent. del 15.04.2004.

[3] Cass. sent. n. 18522/2014.

[4] Art. 2121 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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