Da mercoledì, processo telematico per tutte le cause

29 dicembre 2014


Da mercoledì, processo telematico per tutte le cause

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 dicembre 2014



Atti endoprocessuali: Pct esteso ai giudizi in corso, pendenti anche prima del 30 giugno 2014.

 

Il 31 dicembre scatta la deadline del processo civile telematico: chi non saprà usare la firma digitale, la Pec e tutta la struttura della busta con invio degli atti processuali alla cancelleria tramite internet sarà tagliato fuori dal processo. E ciò perché, a partire da tale data, diventerà obbligatorio depositare telematicamente gli atti endoprocessuali anche per le cause iniziate prima del 30 giugno 2014.

Fino ad oggi, invece, l’obbligo riguardava (oltre che ai procedimenti per decreto ingiuntivo di competenza del tribunale) i soli atti endoprocedimentali delle cause civili iscritte a ruolo dal 30 giugno 2014.

In buona sostanza, il deposito telematico diventa obbligatorio per qualsiasi atto nato durante il processo (qualunque sia il rito: dal contenzioso ai procedimenti di volontaria giurisdizione), senza distinzioni basate sulla data di avvio del giudizio.

Restavano (e restano) esclusi gli atti introduttivi e di prima costituzione, per i quali, comunque, oramai diverse sentenze consentono l’utilizzo del Pct. Secondo le ultime sentenze, infatti, è possibile depositare in via telematica anche gli atti introduttivi del processo civile, per i quali il canale online non è obbligatorio; ma questa facoltà potrebbe essere subordinata al decreto che accerta l’esistenza, presso il foro di destinazione, degli strumenti informatici per riceverli. Insomma, secondo la giurisprudenza, la legge che sancisce l’obbligo di deposito telematico per gli atti endoprocedimentali non implica il divieto di depositare per tale via anche quelli introduttivi.

Per esempio, secondo il tribunale di Bologna [1], è ammissibile il deposito telematico di atti non previsti dal decreto: secondo il Codice di procedura civile [2] gli atti, per cui la legge non richiede forme determinate, possono essere compiuti nella forma più idonea a raggiungere il loro scopo. Inoltre, l’atto invalido, se ha raggiunto lo scopo cui è destinato, non può essere dichiarato nullo; invece, se lo scopo non è stato raggiunto, può essere tutt’al più disposta la rinnovazione della notifica.

Ricordiamo che il deposito sarà considerato avvenuto entro le ore 24:00 del giorno dell’invio della Pec a condizione che, entro tale orario, il sistema avrà generato la ricevuta di avvenuta consegna nella casella Pec dell’ufficio giudiziario di destinazione.

L’atto da depositare telematicamente deve essere in formato .Pdf e deve essere ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni di selezione e copia di parti; non è pertanto ammessa la scansione di immagini (è il caso di chi, erroneamente, prima stampa l’atto, lo firma e poi lo scannerizza). L’atto che non rispetta questi requisiti e, quindi, depositato in un formato diverso da quello previsto per il processo civile telematico, va dichiarato nullo [2].

Il prossimo step è fissato per il 30 giugno 2015: da questa data sarà obbligatorio depositare per via telematica tutti gli atti endoprocedimentali delle cause in corso nelle Corti d’appello civili, a prescindere dalla data di iscrizione al ruolo.

note

[1] Trib. Bologna ord. del 16.07.2014.

[2] Art. 121 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com

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