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Voucher e Rdc: cosa cambia nel mondo del lavoro

24 Novembre 2022 | Autore:
Voucher e Rdc: cosa cambia nel mondo del lavoro

La ministra del Lavoro Calderone ha spiegato perché l’utilizzo dei voucher, gli incentivi all’assunzione e le modifiche al Rdc porteranno a un miglioramento.

Sono tante le novità che interessano il mondo del lavoro e che sono state inserite all’interno della Manovra fiscale varata dal Consiglio dei Ministri due giorni fa, oggi spiegate dalla ministra Calderone, la quale passa oltre le critiche ai singoli strumenti e difende a spada tratta le scelte del Governo.

«Non si può dire che aver aumentato un plafond da 5 a 10mila per azienda per l’utilizzo delle prestazioni occasionali che sono comunque tracciate, perché non vengono meno tutti i controlli preventivi e successivi, sia poi fonte di precarietà». Così la ministra del Lavoro, Marina Calderone, nel corso dell’intervista al Corriere tv ha difeso le nuove norme sui voucher introdotte in Manovra. «Ci sono esigenze legate a particolari settori che richiedono degli incrementi di mano d’opera che sono temporanei. Per me è importante avere una condizione i cui quelle persone non sfuggano ai controlli e, soprattutto, quella prestazione lavorativa è codificata», prosegue, ed assicura che il governo metterà mano ad «azioni più incisive sul contrasto al lavoro sommerso e al contrasto su alcuni fenomeni legato alla filiera degli appalti in alcuni settori», conclude.

«Una cosa è la flessibilità e un’altra la precarietà. Se partiamo dal principio che un contratto determinato necessariamente sia precario, sbagliamo. Bisogna guardare a come è gestito quel rapporto di lavoro e soprattutto a quali sono le opportunità che lavoratore ha di proseguire una esperienza aziendale» ha continuato Calderone. «Per questo credo che sia positivo investire anche in termini di incentivazione per la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a indeterminato», spiega.

«Sul Rdc abbiamo messo l’accento sul cuore del problema che non è certo la disattenzione verso chi si trova in difficoltà, al quale abbiamo dedicato un sostegno particolare per evitare il rischio di insostenibilità della vita. Invece abbiamo concentrato l’attenzione sulla fascia di età 18-59 anni: non ci possiamo permettere come Paese di lasciare fuori una generazione di giovani che hanno bisogno di trovare la loro dimensione lavorativa che dà anche dignità agli sforzi compiuti dalle persone». Così la Ministra difende l’operato del Governo sulle modifiche apportate al Rdc e inserite nella manovra 2023.

«Ci sono tanti interventi da fare per rendere efficaci una volta per tutte le strategie e le politiche attive necessarie oltre dover mettere in sequenza le opportunità scritte nel Pnrr su inclusione sociale. Opportunità anche possono arrivare anche dai fondi europei che storicamente non sempre sono stati pienamente utilizzati», prosegue Calderone. Ed aver legato il reddito di cittadinanza alla formazione «non è aver banalizzato ma aver messo al centro una politica che riconosca la necessità di colmare il gap tra offerta e domanda di lavoro per le aziende» ha annunciato.

«Ero tra i più scettici a mettere in Manovra quelle che potevano essere riforme strutturali, anche tutte quelle misure sulle pensioni, infatti, hanno comunque una competenza solo su un anno perché rimettere a sistema la riforma pensionistica necessita di tempo e di valutazioni accurate perché non ci possiamo permettere di fare troppe salvaguardie per esodati come successo in passato. Abbiamo bisogno invece di capire come il primo pilastro pensionistico si possa collegare al secondo pilastro che sarà sempre più importante per i giovani che vanno in pensione con il sistema contributivo», spiega citando uno dei problemi maggiori cui dare soluzione.

Il taglio del cuneo fiscale fino al 3% (per guadagni sotto i 20mila euro) e l’abbassamento al 5% delle tasse sugli incrementi di produttività, «danno l’opportunità di creare le condizioni per una mensilità più in busta paga». «Bisogna guardare al taglio del 5% del cuneo come un impegno di legislatura», garantisce Calderone, tornando però sul valore degli altri interventi conservativi introdotti in manovra. «Siamo intervenuti sulla parte legata alla primialità riducendo la tassazione e portandola al 5% per gli incrementi dei premi e su voci aggiuntive. C’è un tetto di 3mila euro ma con una tassazione al 5% fa si che, insieme al taglio del cuneo fino al 3%, ai lavoratori possano arrivare nuove risorse e creare le condizioni per una mensilità’ in più», conclude.



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