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Manovra, congedi e pensioni: novità per le madri lavoratrici

28 Novembre 2022 | Autore:
Manovra, congedi e pensioni: novità per le madri lavoratrici

La bozza della Manovra fiscale, di cui si dovrà discutere in Parlamento, prevede importanti novità per le madri lavoratrici, dal prepensionamento ai congedi.

La famiglia non si tocca: quante volte, esponenti della maggioranza, hanno affermato frasi simili? Sin dalla sua campagna elettorale, Giorgia Meloni ha voluto mettere bene in chiaro quali fossero le priorità di una sua eventuale – poi concretizzata – presidenza e, tra queste, l’imprescindibile ruolo della famiglia era sicuramente tra le più rilevanti. Non a caso, nel discorso programmatico fatto alla Camera a inizio mandato, la Premier ha più volte ribadito l’intento del Governo di tutelare e agevolare le famiglie. Per farlo, il Consiglio dei Ministri ha deciso di adottare diverse strategie che, in particolare, riguardano la figura della «madre lavoratrice», eroina dei nostri tempi.

E così, anche per il 2023, è stata confermata Opzione donna. Lasciata in bianco nel testo presentato nei giorni scorsi dal premier Meloni, e in un primo tempo battezzata Opzione mamma, la norma è stata riscritta prevedendo, sempre che i requisiti siano stati maturati entro il 31 dicembre 2022, la possibilità di un prepensionamento con oltre 35 anni di contributi e un’età anagrafica pari a 60 anni, ridotta di un anno per ogni figlio nel limite massimo di 2 anni, per quelle donne che svolgano, da almeno 6 mesi, un’attività di caregiver nei confronti del coniuge o di un parente di secondo grado o un invalido oltre il 74%. È quanto si legge in una nuova bozza della manovra 2023 che potrebbe arrivare già oggi, lunedì 28 novembre, alla Camera. La riduzione dell’età anagrafica legata alla presenza di figli è stata estesa anche nei confronti di quelle lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale.

Mettendo da parte le novità relative al prepensionamento concesso alle madri lavoratrici, la bozza della Manovra che approderà probabilmente oggi in Parlamento introduce qualche cambiamento anche in merito al congedo parentale per la madre lavoratrice, che viene ora elevato di un mese «fino al sesto anno di vita del bambino, alla misura dell’80 per cento della retribuzione».

Altra importante novità prevista dalla Manovra riguarda, in realtà, tutta la famiglia, e non solo le madri. «A decorrere dal primo gennaio 2023 per ciascun figlio di età inferiore a un anno, gli importi di cui ai primi quattro periodi del presente comma, come rivalutati ai sensi del comma 11, sono incrementati del cinquanta per cento; tale incremento viene riconosciuto inoltre per i nuclei con tre o più figli per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, per livelli di Isee fino a 40.000 euro». È quanto prevede l’articolo 65 di una nuova bozza della manovra relativamente all’assegno familiare destinato a famiglie numerose con tetto Isee fino a 40mila euro. Nella precedente bozza del provvedimento la misura non era dettagliata.

Per effetto di quanto disposto dai commi 1 e 2 e tenuto conto delle risultanze emerse dall’attività di monitoraggio relativa all’anno 2022 ed ai conseguenti aggiornamenti degli andamenti anche in termini prospettici, le risorse finanziarie iscritte in bilancio ai sensi dell’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, si legge nella bozza del provvedimento, «sono incrementate di:

  • 345,2 milioni di euro per l’anno 2023;
  • 457,9 milioni di euro per l’anno 2024;
  • 473,1 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 480,3 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 483,3 milioni di euro per l’anno 2027;
  • 486,3 milioni di euro per l’anno 2028;
  • 489,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029».


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