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Per il Governo il ponte sullo Stretto è «opera prioritaria»

28 Novembre 2022 | Autore:
Per il Governo il ponte sullo Stretto è «opera prioritaria»

La realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina è stata inserita nella bozza della Manovra, ritenuta opera prioritaria e di preminente interesse nazionale.

Si sa che in campagna elettorale spesso e volentieri vengono fatte promesse che mai verranno realizzate. Durante la corsa per le elezioni è capitato a tutti di sentire proposte politiche campate per aria, prive di alcuna concretezza economica, e pertanto irrealizzabili (una tra tutte la pensione minima da mille euro, economicamente insostenibile). E molti elettori, quando ne hanno sentito parlare, hanno pensato che anche il ciclico tormentone del «realizzeremo il ponte sullo Stretto di Messina» fosse l’ennesima provocazione per abbindolare qualcuno che ancora crede a quello che, negli anni, da progetto concreto si è trasformato quasi in leggenda. E, invece, pare che il Governo Meloni abbia la seria intenzione di realizzarlo. Non solo: per l’Esecutivo si tratta di una priorità, tanto da inserirla nella Legge di bilancio.

Nella nuova bozza della Manovra, ossia il primo e corposo provvedimento di questo Governo che va a stanziare i fondi economici per il prossimo anno cadenzando le priorità da perseguire, c’è anche il ponte sullo Stretto di Messina e la nuova società che se ne deve occupare. Nell’articolo 82 intitolato «collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente» si legge in particolare che «al fine di sostenere i programmi di sviluppo e il rafforzamento patrimoniale della società, Rfi e Anas sono autorizzate, proporzionalmente alla quota di partecipazione, a sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti, comunque idonei al rafforzamento patrimoniale, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, sino all’importo complessivamente non superiore a 50.000.000 euro». Le risorse autorizzate dall’articolo 202, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, iscritte nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, «sono trasferite alla Società Rete Ferroviaria Italiana e alla Società Anas, proporzionalmente alle relative quote di partecipazione nella società medesima».

Ma non solo. Nell’articolo, che nella bozza discussa in Cdm la scorsa settimana non c’era, si spiega che «al fine di rilanciare l’economia del Paese attraverso il completamento della rete infrastrutturale primaria e contribuire agli obiettivi dell’Unione europea relativi alla Rete transeuropea dei trasporti, il collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente ed opere connesse è opera prioritaria e di preminente interesse nazionale».

Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al termine «sono sospesi i giudizi civili pendenti con il contraente generale e gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell’opera». Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge – si sottolinea nella nuova bozza del provvedimento – «la Società Stretto di Messina Società, di seguito Società, sottoscrive l’integrale rinuncia al contenzioso in relazione ai giudizi instaurati e pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge fra la Società, e le Amministrazioni pubbliche, a completa tacitazione di ogni diritto e pretesa. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Società è autorizzata a sottoscrivere con le Amministrazioni interessate, il contraente generale, gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell’opera e tutte le parti in causa nei giudizi pendenti atti transattivi di reciproca integrale rinuncia alle azioni e agli atti dei medesimi giudizi, a definitiva e completa tacitazione di ogni diritto e pretesa, nonché alle ulteriori reciproche pretese in futuro azionabili in relazione ai contratti sottoscritti».

Il Commissario liquidatore – prosegue la bozza del provvedimento – «resta in carica in qualità di Commissario straordinario del Governo per la gestione ordinaria della Società nelle more della nomina degli organi sociali ai sensi del comma 7, primo periodo. A tal fine, il Commissario straordinario si avvale della dotazione di mezzi e personale della Società». Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 5, si legge ancora, «è convocata l’assemblea dei soci della società per procedere, ai sensi dell’articolo 2364 del codice civile, alla nomina degli organi sociali. Dalla nomina degli organi sociali decade il Commissario straordinario di cui al comma 5».



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