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Ora i negozianti possono rifiutare i pagamenti col Pos

28 Novembre 2022 | Autore:
Ora i negozianti possono rifiutare i pagamenti col Pos

Nella bozza della Manovra di cui si discuterà nelle prossime ore in Parlamento è stata inserita la deroga all’obbligo di accettare il Pos fino a 60 euro.

Ritorniamo ai contanti, ritorniamo ai pagamenti con la carta rifiutati, agli acquisti impossibili perché nel portafoglio non hai spicci e il commerciante ti guarda come se lo volessi fregare, nonostante tu gli stia porgendo un bancomat che in pochi secondi gli corrisponderebbe quanto ti sta chiedendo.

Intendiamoci: non avverrà illimitatamente, il tetto di cui starebbe discutendo il Governo è di 60 euro, sotto i quali il Pos non sarebbe più obbligatorio. Un limite, quindi, c’è, ma è tendenzialmente superiore alle spese che quotidianamente si possono compiere: dal caffè al bar al libro in libreria, alla maglietta in negozio e così via. La nostra vita è costellata di spese sotto i 60 euro, che ora se il commerciante vorrà potranno essere effettuate solo con contanti.

Nel testo approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri si parlava di una deroga all’obbligo di accettare i pagamenti elettronici per tutte le spese inferiori a 30 euro: ora, invece, cresce nuovamente la soglia massima, sdoganando in questo modo – sempreché la proposta venga approvata in Parlamento – la possibilità di rifiutare il Pos per tantissime operazioni.

Secondo il Corriere della Sera, l’art. 69 della bozza della manovra, relativo a «Misure in materia di mezzi di pagamento», oltre a prevedere l’innalzamento del limite al contante – che com’è ormai noto passerà dai mille previsti dal 1° gennaio 2023 ai cinquemila voluti dal Governo – consente ai commercianti di rifiutare i pagamenti elettronici fino a 60 euro senza incorrere in alcuna sanzione.

Per tentare di compensare questa scelta (già ampiamente criticata), assolutamente controcorrente rispetto alla normativa approvata dal Governo Draghi meno di sei mesi fa, la Manovra prevede l’eliminazione del blocco di 180 giorni delle multe per chi non aveva rispettato l’obbligo fino ad oggi, stoppate dall’Esecutivo durante la determinazione delle nuove regole inserite nella Legge di bilancio.

Le maxi multe erano state approvate con il D.L. n.36/2022 dal Governo Draghi, essendo uno degli obiettivi previsti dal Recovery Plan, da raggiungere entro giugno. E, ora che l’obiettivo è stato raggiunto e i fondi guadagnati, perché non tornare ancora una volta indietro e cancellare il limite imposto a favore di evasione e pagamenti non tracciabili? È piuttosto difficile pensare che imporre una deroga con un limite così alto sia una scelta legata al costo delle transazioni che è in capo al commerciante, da sempre tesi cavallo di battaglia per chi si oppone all’obbligo di Pos.

«L’innalzamento della soglia a 60 euro per l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici è una palese violazione degli obiettivi e dei traguardi fissati per l’assegnazione delle risorse del Pnrr». Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

«Al di là del fatto che Governo Meloni ci fa tornare all’età della pietra, quando gli italiani non usavano ancora la carta di credito, un passo indietro al secolo scorso, il punto è che viene violata la misura del Pnrr che prevedeva di incoraggiare il rispetto degli obblighi fiscali (tax compliance) e migliorare gli audit e i controlli e che nella descrizione del traguardo e obiettivo si riferiva esplicitamente all’originario articolo 23 del decreto-legge n. 124/2019, abrogato con la conversione in legge», ossia a quell’articolo del Dl Fisco del Governo Conte II magicamente abrogato durante i meno di 60 giorni della conversione in legge, prosegue Dona.

«Quell’art. 23, introducendo per la prima volta la sanzione di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione, stabiliva chiaramente il perimetro di applicazione, ossia nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, quindi anche di 1 euro, senza se e senza ma» conclude Dona.



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