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Avvocati: in cosa consiste il dovere di colleganza

30 Dicembre 2014


Avvocati: in cosa consiste il dovere di colleganza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Dicembre 2014



Codice deontologico: regole di comportamento da rispettare nei rapporti tra colleghi.

 

Il nuovo codice deontologico [1] stabilisce che l’avvocato deve mantenere nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato a correttezza e lealtà. Ma in cosa si sostanzia questa norma di carattere apparentemente generale? È bene andare a verificare singolarmente le disposizioni del codice deontologico per trovare le singole fattispecie.

1. Obbligo di informazione

Innanzitutto viene in rilievo la norma comportamentale secondo cui l’avvocato che intenda promuovere un giudizio nei confronti di un collega per fatti attinenti alla professione, deve dargliene preventiva comunicazione per iscritto, fatto salvo il caso in cui l’avviso possa pregiudicare il diritto da tutelare.

2. Divieto di registrare le conversazioni telefoniche

L’avvocato non deve registrare una conversazione telefonica intercorsa con il collega [2]. Tale divieto è posto a tutela tanto del rapporto di colleganza, quanto della riservatezza.

Tuttavia non si tratta di un divieto assoluto. Infatti, già da tempo si ritiene ammissibile la registrazione telefonica intercorsa con il collega qualora essa sia volta solo e soltanto per provare la formulazione di illecite pretese da parte del collega interlocutore. Ecco che allora il divieto di registrazioni cede il posto alla garanzia generale del diritto di difesa, in ragione del quale la violazione dell’altrui privacy è scriminata [3]. In pratica, come costantemente riconosciuto dalla Cassazione [4], captare una conversazione tra presenti è lecito se finalizzata a far valere un proprio diritto in via civile o penale.

La suddetta registrazione è stata ritenuta ammissibile anche nel caso in cui sia valsa a dimostrare le espressioni offensive e ingiuriose rivolte dal collega di controparte.

3. Registrazione nel corso di riunione

La registrazione nel corso di una riunione è consentita solo quando vi sia il consenso di tutti i presenti [5].

4. Divieto di riportare o riferire colloqui riservati

L’avvocato non deve riportare in atti processuali, o comunque non deve riferire in giudizio, il contenuto di colloqui riservati, intercorsi con colleghi [6].

Le sanzioni

La violazione dell’obbligo di cui al precedente n. 1 comporta la sanzione disciplinare dell’avvertimento. In tutti gli altri casi, è prevista la censura.

note

[1] Art. 19 cod. deont. forense.

[2] Art. 38 cod. deont. forense.

[3] Art. 51 cod. pen.

[4] Cfr. in materia di lavoro Cass. sent. n. 27424/14.

[5] Art. 32 cod. deont. forense.

[6] Art. 38 comma 3 cod. deont. forense.

Autore immagine: 123rf com


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