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Incidente: quando non scatta il concorso di colpa

30 Novembre 2022 | Autore:
Incidente: quando non scatta il concorso di colpa

Quando può essere superata la presunzione prevista dalla legge senza che una delle parti debba dimostrare alcunché.

Per il Codice civile [1], la responsabilità di un incidente stradale viene condivisa tra gli automobilisti coinvolti, a meno che si dimostri il contrario. In particolare, la norma dice che, in caso di scontro tra due veicoli, «si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli». Per capire, in caso di incidente, quando non scatta il concorso di colpa, bisogna pertanto sapere come dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro e di non avere, quindi, alcuna responsabilità sull’accaduto. In caso contrario, se manca quella prova, ciascuna delle compagnie di assicurazioni dovrà rimborsare all’altro il 50% del danno, indipendentemente dalla sua entità.

La Cassazione ha recentemente ribadito quando è possibile evitare il concorso di colpa e attribuire alla controparte l’intera responsabilità di un sinistro.

Incidente stradale: la presunzione del concorso di colpa

Come si diceva, quando si verifica uno scontro tra due veicoli, la legge parte dal presupposto che entrambi gli automobilisti abbiano la loro parte di responsabilità nell’incidente. È quella che viene chiamata la «presunzione di concorso di colpa», che resta tale fino a prova contraria.

Si tratta, dunque, di una presunzione relativa che rimane finché una delle parti non riesce a provare, con fatti imputabili ad altri soggetti, di non avere motivo di vedersi attribuire alcunché. In caso contrario, la normativa presume che ogni conducente abbia provocato con la stessa colpa e con la stessa efficienza causale i danni riscontrati dopo il sinistro.

Di conseguenza, se così restassero definitivamente le cose, ogni compagnia di assicurazioni dovrebbe risarcire alla controparte la metà dei danni subiti. Dal canto loro, ogni automobilista si vedrà decurtare del 50% il diritto al risarcimento dei propri danni.

Anche quando viene accertata la colpa esclusiva di uno solo dei due conducenti, l’altro deve dimostrare di aver osservato le norme sulla circolazione dettate dal Codice della strada e quelle di comune prudenza.

Come superare la presunzione del concorso di colpa

Secondo la Cassazione [2], un conducente può superare la presunzione del concorso di colpa quando vengono accertate le gravi infrazioni della controparte alla base dell’incidente stradale. In altre parole, basta provare il collegamento esclusivo tra la condotta scorretta di uno degli automobilisti ed il sinistro.

Tale collegamento, inoltre, può essere accertato in modo indiretto: significa, quindi, che l’altro guidatore viene esonerato dall’obbligo di provare la sua estraneità nella causa dell’incidente e di avere fatto il possibile per evitarlo.

Con l’ordinanza in commento, la Suprema Corte ha accolto il ricorso proposto dai genitori di un motociclista danneggiato nello scontro con un automobilista: quest’ultimo avrebbe fatto un’inversione di marcia, nonostante sull’asfalto ci fosse la striscia bianca continua che vieta la manovra, e non avrebbe dato la precedenza alla moto che sopraggiungeva.

In primis, come la normativa impone, è scattata la presunzione del concorso di colpa. Senonché, è stato applicato l’articolo del Codice civile secondo cui i conducenti rispondono dell’incidente in proporzione alla gravità della rispettiva colpa e all’entità delle conseguenze [3].

Il giudice, a questo punto, può decidere se la condotta di una delle parti può essere determinata come causa esclusiva del sinistro: una manovra vietata, una precedenza non data, il comportamento del danneggiato su cui i testimoni non hanno rilevato alcuna scorrettezza.

In questo modo, conclude la Cassazione, il tribunale può essere in grado di stabilire che c’è una prova indiretta in grado di superare la presunzione del concorso di colpa e di attribuire la sola responsabilità dell’incidente a una delle parti.


note

[1] Art. 2054 cod. civ.

[2] Cass. ord. n. 34895/2022 del 28.11.2022.

[3] Art. 1227 cod. civ.


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