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Niente obbligo Pos: perché a rimetterci sono i consumatori

29 Novembre 2022 | Autore:
Niente obbligo Pos: perché a rimetterci sono i consumatori

Con la deroga all’obbligo di accettare i pagamenti elettronici fino a 60 euro l’unico a rimetterci sarà il consumatore, costretto a prelevare per pagare.

Non sono passati neanche sei mesi da quando l’Italia ha finalmente deciso di fare un balzo in avanti imponendo a tutti gli esercenti di accettare i pagamenti con carta di credito e bancomat, come avviene quasi ovunque all’estero. Una scelta attesa da tempo che, in un lampo, è stata messa in crisi dal nuovo Governo Meloni, che ha già deciso di cancellarla.

Il Governo sta valutando la possibilità di aumentare fino a 60 euro il limite minimo per il quale i commercianti non verranno comminate sanzioni nel caso di mancato utilizzo del Pos per i pagamenti. Le sanzioni attualmente previste per gli esercenti che rifiutano pagamenti elettronici, in questo modo, si applicherebbero esclusivamente in caso di mancata accettazione da parte di soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, di pagamenti, a mezzo di carta di pagamento (carta di debito, carta di credito e carte prepagate), di importo superiore a 60 euro.

Il Governo «sta valutando», perché a prescindere da quello che ancora oggi molti parlamentari italiani e Ministri pensano, non possono fare tutto ciò che vogliono solo perché hanno deciso così. Per quanto riguarda, ad esempio, la cancellazione dell’obbligo del Pos per tutte le spese inferiori a 60 euro (non certo spiccioli) deve essere concordata con l’Europa, considerato che il suo inserimento, avvenuto appena sei mesi fa, era uno degli obiettivi per il contrasto all’evasione che l’Italia avrebbe dovuto raggiungere per ottenere i fondi del Pnrr. E, com’è facile immaginare, non funziona certo che una volta ottenuti i finanziamenti dall’Ue poi ciascun Paese può tornare a fare come prima, strizzando l’occhio ai pagamenti in nero non tracciabili. E questo, che piaccia o meno, vale anche per l’Italia.

Considerato, dunque, che con ogni probabilità l’Europa si opporrà a quanto ora ipotizzato dalla bozza della Manovra in merito al Pos, c’è da fare un’altra importante considerazione: questa misura andrebbe in ogni caso a discapito esclusivo del consumatore.

In primo luogo perché, non essendoci l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici sotto i 60 euro, il consumatore sarebbe costretto ad avere con sé sempre un po’ di contanti, nel caso l’esercente non accettasse il Pos. Contanti il cui prelievo in banca, a meno che non ci si rivolga alla propria (o non si abbia un conto online gratuito), ha sempre un costo che è interamente a carico di chi preleva. Ciò significa che, ad esempio, se tornando a casa dal lavoro ti fermassi a prendere una gustosa pizza d’asporto, e in pizzeria non accettassero la carta di credito e tu non avessi contanti in tasca, ti toccherebbe andare a prelevare nella banca più vicina (che guarda caso non sarebbe la tua) dovendo così non solo pagare la commissione del prelievo (oltreché, naturalmente la pizza), ma anche mangiare il piatto freddo una volta arrivato a casa.

In secondo luogo, la richiesta di pagare in contanti che potrebbero fare alcuni esercenti è innegabilmente più scomoda. Sì, perché nel 2022 si può parlare anche di comodità dei pagamenti. Ormai, viaggiando, ci siamo tutti abituati alla comodità di pagare con la carta di credito, spesso neppure tirandola fuori dal portafoglio e utilizzando direttamente il cellulare.

Ci troviamo ora in una di quelle situazioni in cui a fare la differenza è davvero il consumatore. Perché se l’esercente che rifiuta di accettare la carta di credito (che spesso è lo stesso che «dimentica» di farti lo scontrino) vede che ogni volta che chiede il pagamento in contanti l’acquirente lascia giù la merce e va a comprarla altrove, con ogni probabilità deciderà di adeguarsi al 21° secolo e di accettare a sua volta il Pos, come avviene nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, dove anche spese irrisorie vengono costantemente pagate con carta senza che il commerciante guardi con disprezzo chi tira fuori il bancomat al posto che il contante.

Capitolo differente, e di cui il Governo prima o poi dovrà necessariamente occuparsi, è l’ammontare della commissione di ciascun pagamento elettronico, che va a discapito dell’esercente (e a beneficio della banca). Sarà prima o poi necessario trovare una soluzione comoda a tutti, di cui non debba soffrirne – come avverrà con l’eliminazione dell’obbligo del Pos fino a 60 euro – solo il consumatore.



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5 Commenti

  1. Questo governo continua a far l’occhiolino ad evasione e, in alternativa, alle holding che detengono grossi centri commerciali. Infatti, il consumatore che vorrà continuare a pagare col POS dovrà necessariamente abbandonare (affossandola) la piccola distribuzione a favore delle catene di Ipercoop e simili; chi, invece, vorrà evitare che la spesa sia tracciata, potrà rivolgersi al dettaglio alimentando una catena di evasione alla quale sarà difficile porre un freno. N.B.: sarebbe stato molto più semplice ed efficace “invitare” le banche ad aumentare la cifra entro la quale è previsto l’azzeramento delle spese di commissione. Ma figuriamoci se un governo di destra si schiera contro le banche (…ed, a pensarci bene, non l’hanno fatto neanche governi di sinistra, di centro, movimenti populisti etc…etc…! Insomma: le banche non si toccano perchè, direttamente o indirettamente, foraggiano il sistema politico…9

  2. pago il caffè con i contanti e dal parrucchiere esigo lo scontrino a fronte del servizio. perciò nessuno qui è un evasore.
    Tutti devono avere la possibilità di agire nella legalità come credono in modo conveniente secondo proprio criterio e necessità.
    le Carte sono un surrogato del Contante e rappresentano quest’ultimo. devono comunque non rappresentare un ostacolo per il consumatore.

  3. Benchè parta da presupposti che non condivido affatto,devo dare ragione al signor Baiano : le Banche non si toccano !!!
    Comunque,da consumatore,trovo una indebita interferenza OBBLIGARE l’esercente ad accettare il pagamento elettronico,almeno,finchè la moneta è ancore valida….

  4. Perché scrivere un articolo così fazioso e pieno di falsità?

    False sono le affermazioni: “Con la deroga all’obbligo di accettare i pagamenti elettronici fino a 60 euro l’unico a rimetterci sarà il consumatore, costretto a prelevare per pagare.”
    1 – Il consumatore non è costretto a prelevare. Può effettuare gli acquisti ove sia presente un esercente con il POS.
    2 – Lo stesso ragionamento TOTALMENTE fallace inverso porta ad affermare che restando l’obbligo il consumatore ci rimette, essendo costretto ad avere a sue spese degli strumenti per il pagamento elettronico, dal costo estremamente rilevante e totalmente a sue spese.
    3 – L’assenza dell’obbligo non genera un nuovo obbligo, ma amplia uno spazio di libertà: l’esercente potrà tranquillamente continuare ad usare il POS, potrà accettare pagamenti in moneta elettronica, etc.
    4 – Il limite al contante, si sappia (e magari può tornare utile andarsi a leggere le normative da cui trae origine) rientra primariamente nell’ambito dell’ANTIRICICLAGGIO, non dell’evasione.
    5 – Sia noto, soprattutto all’articolista, che pagare in contante non significa evadere il fisco. Si prenda atto che esiste lo SCONTRINO, che ha una specifica funzione.

    Insomma, questo articolo esprime una posizione “politica” faziosa, funzionale a chi detiene il controllo dei sistemi elettronici di pagamento e contro gli interessi non solo del consumatore ma, soprattutto dell’essere umano (che è qualcosa di diverso del “consumatore”, oggetto dell’interesse dell’articolista).

    Ciascuno paghi come vuole, senza obblighi di specifici strumenti. Si chiama maggiore libertà!
    Questa è funzionale all’interesse degli individui, meno a quella delle banche.

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