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Contratti a progetto: arriva il sostegno economico per disoccupazione

1 gennaio 2015


Contratti a progetto: arriva il sostegno economico per disoccupazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 gennaio 2015



Co.co.pro. cancellati, ma per ora agevolati.

I lavoratori che, prima titolari di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, abbiano perso incolpevolmente il proprio lavoro, possono contare su una nuova misura di sostegno appena varata dall’esecutivo. Vediamo meglio di cosa si tratta.

È vero: negli scorsi mesi ul Governo ha promesso la definitiva soppressione dei contratti a progetto, che saranno sostituiti dai contratti di assunzione full time a tempo indeterminato (leggi: “Nel 2015 saranno cancellati i contratti a progetto, trasformati a tempo indeterminato”). Ma, nel frattempo, viene immediatamente prevista una indennità mensile di disoccupazione che la bozza di decreto appena approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 24 dicembre ha battezzato con il nome di Dis-coll (crasi dei termini “Disoccupazione” e “Collaborazione”).

La misura è, per il momento, in fase sperimentale, in attesa di decidere la sorte dei co.co.pro. Inoltre, essa è prevista in sostituzione della cosiddetta “una tantum” di cui i collaboratori a progetto hanno potuto usufruire fino ad oggi [1].

Soggetti

Ne possono beneficiare i titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa (con o senza modalità a progetto), iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva.

Stato di disoccupazione

Per usufruire del beneficio bisogna aver perso involontariamente l’occupazione nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre del 2015.

Requisiti

Per l’accesso alla prestazione è necessario che ricorrano congiuntamente i seguenti requisiti:

a) al momento della domanda di prestazione permanga lo stato di disoccupazione [2];

b) possano essere fatti valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo tra il 1° gennaio dell’anno solare precedente e la cessazione dal lavoro;

c) vi sia, nell’anno solare in cui si verifica la cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno a un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione. I questo modo, anche se solo nell’immediatezza della perdita del lavoro, il collaboratore potrà accedere all’indennità, in presenza degli altri requisiti, anche se il mancato versamento dei contributi da parte del committente non produce l’accredito della mensilità contributiva.

L’indennità viene calcolata tenendo conto del reddito imponibile ai fini previdenziali come risultante dai versamenti contributivi effettuati relativamente ai rapporti di collaborazione, intrattenuti nell’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e in quello solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o loro frazione.

A quanto ammonta la Dis-coll

L’importo della Dis-coll sarà pari al 75% del reddito mensile se uguale o inferiore a 1.195 euro mensili, mentre se fosse superiore l’indennità è incrementata di una somma pari al 25% del differenziale tra l’importo e il reddito medio mensile. L’indennità mensile non può in ogni caso superare, nel 2015, i 1.300 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.

Dal primo giorno del quinto mese di fruizione l’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3% al mese.

Ovviamente, la perdita dello stato di disoccupazione comporta il venir meno dell’indennità. In particolare, qualora il beneficiario stipuli un contratto di lavoro subordinato, il datore di lavoro dovrà darne immediata comunicazione all’amministrazione e l’indennità verrà sospesa. Ma se il periodo di sospensione dura meno di cinque giorni l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.

Qualora, invece, il beneficiario intraprenda un’attività di lavoro autonomo, fatta salva la necessità di informarne l’Inps di ciò, la Dis-Coll viene ridotta dell’80% se da tale attività deriva un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione.

La Dis-Coll sarà pari al 75% del reddito mensile se uguale o inferiore a 1.195 euro, mentre se superiore l’indennità verrà aumentata fino al tetto massimo di 1.300 euro. Andrà in soffitta l’una tantum per i cocopro stabilizzata dalla legge Fornero dal 2013, dopo la sperimentazione del triennio precedente. Entro fine gennaio, peraltro, si possono ancora presentare le domande relative ai contributi maturati a dicembre scorso.

note

[1] Di cui all’art. 2, commi 51-56, della legge 92/2012, prevista a favore dei collaboratori coordinati e continuativi a progetto iscritti esclusivamente alla gestione separata dell’Inps, operanti in regime di mono-committenza ed in possesso, nel 2013, di un reddito fino a 20.220 euro.

[2] Art. 1, comma 2, lettera c), del Dlgs 181/2000.

Autore immagine: 123rf com

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