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Naspi, Asdi, una tantum e Aspi

1 Gennaio 2015


Naspi, Asdi, una tantum e Aspi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Gennaio 2015



Disoccupati: arrivano le nuove indennità di disoccupazione.

Dal prossimo 1° maggio 2015, l’Aspi e la Mini Aspi non ci saranno più e, al loro posto, debutterà la Naspi, la nuova indennità per chi ha perso involontariamente il posto di lavoro.

Con la delega conferita al Governo [1] cambierà completamente tutta la disciplina dell’indennità di disoccupazione scritta solo due anni fa (nel 2012 [2]) dalla riforma Fornero. In particolare, il sostegno contro la disoccupazione involontaria varierà a seconda dell’anzianità contributiva del lavoratore. In buona sostanza, l’importo sarà parametrato alla durata che ha avuto il rapporto di lavoro: chi ha versato più contributi, riceverà di più in caso di disoccupazione.

Cambierà anche la cassa integrazione: i lavoratori ne potranno usufruire solo a patto che vengano prima esaurite tutte le possibilità di riduzione della presenza dei lavoratori in azienda e non sarà erogata in caso di cessazione definitiva dell’attività aziendale o di un ramo di essa.

1 | NASPI

Soggetti

Al posto di Aspi e Mini Aspi la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (cosiddetta Naspi).

1. A beneficiare della Naspi saranno i lavoratori dipendenti che sono stati licenziati. Restano esclusi i dipendenti a tempo indeterminato della pubblica amministrazione (per i quali, invece, resta ferma la specifica disciplina prevista per la mobilità nel pubblico impiego) e gli operai agricoli (che continuano a usufruire dell’indennità di disoccupazione agricola [3]).

2. Potranno chiedere la Naspi anche i lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa (per esempio, nel caso in cui il datore di lavoro non abbia corrisposto loro i salari) e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria a cui sono tenuti i datori di lavoro con più di 15 dipendenti che licenziano per motivi economici.

In entrambi i casi, l’erogazione della Naspi è condizionato alla partecipazione, da parte del beneficiario, di percorsi di aggiornamento e riqualificazione per il reinserimento lavorativo proposti dai centri dell’impiego competenti.

Condizioni

Per accedere alla nuova prestazione, oltre allo stato di disoccupazione, sono necessarie altre due condizioni:

1. i lavoratori devono aver contributi per almeno 13 settimane nei quatto anni antecedenti la perdita dell’impiego

2. i lavoratori, inoltre, devono anche aver lavorato per 30 giorni nell’anno che precede la disoccupazione (o situazioni equivalenti).

 

Importo

La Naspi è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni con un importo massimo mensile, per il 2015, di 1.300 euro, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Per i calcoli più precisi leggi la nota [4].

Dal primo giorno del quinto mese di fruizione l’indennità è progressivamente ridotta. Invece, per le disoccupazioni formalizzate dal 1° gennaio 2016 la riduzione si applicherà dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Durata

La Naspi verrà pagata ogni mese, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Pertanto, la durata massima prevista è di due anni. Dal 1° gennaio 2017, però, la prestazione potrà essere corrisposta per un massimo di 78 settimane.

Incompatibilità

Perde il diritto alla Naspi il lavoratore che inizia un lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi con un reddito annuale superiore a quello minimo escluso da imposizione fiscale (8.145 euro).

Se, invece, la durata del rapporto di lavoro è inferiore a sei mesi, il contributo è solamente sospeso.

Presentazione della domanda

Per chiedere la Naspi ci sono termini strettissimi. La domanda dovrà essere presentata telematicamente all’Inps entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. La trasmissione della domanda potrà avvenire tramite il sito internet dell’istituto o il contact center multicanale o i patronati.

Chi non rispetta tale termine non potrà più usufruire dell’indennità (il termine, infatti, è previsto a pena di decadenza).

La prestazione decorre dal giorno seguente a quello di trasmissione della domanda. In ogni caso l’indennità spetterà dall’ottavo giorno successivo a quello di cessazione del rapporto di lavoro.

2 | “UNA TANTUM” CON EROGAZIONE ANTICIPATA

Al posto della Naspi, corrisposta ogni mese, è possibile chiedere la liquidazione in un’unica soluzione, così da ottenere una dote per avviare un’attività imprenditoriale.

L’erogazione anticipata della Naspi non dà diritto all’assegno per il nucleo familiare e alla contribuzione figurativa, ossia alla copertura assicurativa ai fini pensionistici, garantita sulle prestazioni di sostegno al reddito nei casi di perdita involontaria dell’occupazione.

La richiesta di anticipazione dovrà essere inoltrata telematicamente all’Inps dall’interessato entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dall’associazione in cooperativa. Nel caso di instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato come socio di cooperativa, l’importo della prestazione anticipata spetterà alla cooperativa stessa.

 

3 | ASDI

Una volta esaurita la Naspi, i lavoratori che continuano a essere disoccupati involontariamente e che presentino valori dell’Isee predeterminati, potranno fruire dell’Asdi (assegno di disoccupazione), una sorta di supplemento della Naspi.

Soggetti

Potranno richiedere l’Asdi coloro che abbiano fruito della Naspi per la sua intera durata senza trovare occupazione e che si trovino in condizione economica di bisogno in termini di Isee (la misura verrà definita con decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con l’Economia).

In attesa del decreto, e limitatamente al primo anno di applicazione, l’Asdi è riservato prioritariamente ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e ai lavoratori in età vicina al pensionamento, ma che non abbiano ancora maturato i relativi requisiti.

Condizioni

L’erogazione è, però, condizionata all’adesione del beneficiario alle iniziative personalizzate predisposte dai servizi per l’impiego che dovrà contenere specifici impegni di ricerca attiva di lavoro, di partecipazione a iniziative di orientamento e formazione e di accettazione di adeguate proposte di lavoro.

Importo

L’importo dell’Asdi è fissato in misura pari al 75% dell’ammontare dell’ultima Naspi percepita, se non superiore alla misura dell’assegno sociale (447,61 euro mensili per il 2014).

Durata

La durata dell’Asdi è fissata in un massimo di sei mesi.

4 | CASSA INTEGRAZIONE

Si riduce da 11 a 5 mesi la durata massima della cassa integrazione in deroga, destinata a sparire a fine dicembre, lasciando il posto alle prestazioni dei fondi bilaterali di solidarietà che però faticano a decollare. In più, torna al 60% (rispetto al 70% del 2014) l’integrazione dello stipendio perso per i contratti di solidarietà, applicati nelle aziende dove il datore concorda la riduzione d’orario con i sindacati.


note

[1] L. 183/2014.

[2] L. 92/2012.

[3] D.L. 86/1988.

[4] L’indennità va rapportata alla retribuzione media mensile che si ottiene considerando tutti gli imponibili previdenziali degli ultimi quattro anni comprendendovi gli elementi fissi e saltuari della retribuzione. Il totale va diviso per le settimane di contribuzione e il risultato moltiplicato per 4,33 (per rapportarlo al mese). Se la retribuzione, così calcolata, è pari o inferiore a 1.195 euro (valore del 2015 e annualmente rivalutabile), l’indennità sarà pari al 75% di tale importo. Se, invece, è superiore, l’indennità sarà pari al 75% di 1.195 euro aumentato del 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e 1.195 euro. È, in ogni caso, previsto un massimale di 1.300 euro (per il 2015) soggetto a rivalutazione annuale.

Autore immagine: 123rf com


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