Diritto e Fisco | Editoriale

Condominio: spese dell’ascensore non più per chi sta al primo piano

1 Gennaio 2015


Condominio: spese dell’ascensore non più per chi sta al primo piano

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Gennaio 2015



La riforma del condominio potrebbe aver cambiato l’interpretazione dei tribunali sull’obbligo di partecipazione alla ripartizione delle spese di gestione e manutenzione.

La questione relativa alla ripartizione delle spese condominiali per la gestione e manutenzione (ordinaria e straordinaria) dell’ascensore ha, da sempre, diviso non solo i condomini, ma anche le aule dei tribunali. Le due schiere di pensiero si dividono tra chi sostiene che i proprietari degli appartamenti al primo piano non vi debbano contribuire (per via del mancato uso che ne farebbero) e chi, invece, è di contrario avviso (sulla scorta della considerazione opposta, secondo cui, comunque, chi vive al primo piano potrebbe ugualmente usare l’ascensore per accedere al lastrico solare, al sottotetto o, solo, per trovare qualche condomino in un piano superiore).

Tuttavia, la recentissima riforma di condominio [1] potrebbe aver cambiato le carte in tavola e, probabilmente, andrà a influire sulle prossime sentenze.

Cosa è cambiato? Oggi la nuova norma [2] recita espressamente così: “Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono” (la riforma ha aggiunto le parole “e gli ascensori”). Ciò significa che le spese di scale e ascensori vanno ripartite solo da coloro che traggono utilità da detti servizi. Ebbene: l’aver incluso espressamente gli ascensori in tale previsione (prima non elencati) potrebbe lasciar intendere la volontà del legislatore di aderire alla prima delle due tesi, secondo cui le relative spese non andrebbero addebitate agli appartamenti al primo piano [3].

Di contrario avviso chi interpreta la norma nel senso di ritenerla riferita alle ipotesi di condomini con più stabili (è il caso, per esempio, del cosiddetto “condominio orizzontale”) dove vi sono più scale e, quindi, più ascensori: ferma restando, infatti, la contribuzione anche da parte dei proprietari al primo piano, la norma vorrebbe solo indicare che ad essere tenuti al pagamento sarebbero i condomini relativi alla porzione di edificio asservita da dette scale e ascensori, e non anche quelli degli altri stabili.

note

[1] L. 220/2012.

[2] Art. 1124 cod. civ.

[3] Tale interpretazione è fornita anche da “L’Esperto Risponde” de Il Sole 24 Ore.


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7 Commenti

  1. Al tempo del prima normativa sui condomini erano così pochi gli ascensori, che non furono inseriti, per questo nella nuova riforma li hanno menzionati.
    Se una persona che abita al primo piano non usa l’ascensore, per questioni personali e non perché diversamente trascritto nel suo titolo di proprietà (art. 1118 inderogabile) non può rinunciare al dovere di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni.
    Per quanto riguarda la precisazione suo condomini con più scale e più ascensori, l’articolo 1123 al terzo comma precisa che le spese sono a carico di chi ne trae utilità.

  2. Chi abita al primo piano di un condominio, secondo me, deve ugualmente pagare le spese relative all’ascensore, in base ai propri millesimi, indipendentemente dall’uso che ne fa in quanto il servizio può essere utilizzato in ogni momento che il condomino ne ha necessità( salire con passeggino, portare carichi relativamente pesanti, avere un handicap momentaneo che non permette di salire le scale………..). Anche chi abita un primo piano ne può trarre beneficio. Non è giusto nei confronti degli altri condomini che per forza di cose devono abitare piani più alti……purtroppo i primi piani sono limitati.

  3. Premetto che abito in una schiera formata da piano terra, 1° e 2° piano e io sto al 2°, garage interrato. Ammesso e non concesso che chi sta al piano terra un domani venisse escluso al pagamento dell’ascensore, chi mi dice che per scendere o salire in garage non lo utilizza?

  4. Io abito in un piano terra con giardino e doppio ingresso, anche volendo l’ascensore si ferma al piano di sopra e non arriva neanche al piano terra, se entro dal giardino sono in linea per entrare a casa, se entro dall’ingresso condominiale devo fare una rampa di scale sia in discesa che in salita, mi dice perché devo partecipare alle spese per l’ascensore e spese condominiali se ho un ingresso privato e non entro mai per l’ingresso principale ? secondo me devo pagare solo il riscaldamento condominiale che usufruisco.

  5. sono proprietaria solo del garage in uno stabile con ascensore . Son tenuta a pagare per legge la manutenzione dell’ascensore ? mi sono state addebitate €30, non essendo nemmeno residente , vorrei sapere se posso farmi decurtare la spesa per ascensore ? grazie

  6. Mi sembra il caso di distinguere innanzitutto l’accezione di “primo piano”: se si intende quello per cui non è necessario in alcun modo usare l’ascensore per raggiungere il proprio ingresso, ebbene sarebbe il caso di chiamarlo “PIANO TERRA”. Se invece si intende il piano “rialzato”, allora è corretto chiamarlo “Primo Piano”.
    Nel caso del “Primo Piano” la cosa è evidente: deve pagare le spese, e qui si risolve la cosa.
    Per quanto riguarda il “Piano Terra” le cose sono più sfumate, ma il condomino, secondo me” deve contribuire, poichè la struttura è disponibile (compresa nella proprietàcomune) pe essere usata p.es. per raggiungere l’ultimo piano dove, eventualmente, si raggiounge il sottotetto (magari da parte dell’operaio/installatore che dovrà lavorare sul tetto.
    Ovvio che le spese dovranno essere assolutamente minime.

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