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Iscrizione a ruolo del pignoramento: tempi stretti solo per avvocati e non per gli ufficiali giudiziari

4 gennaio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 gennaio 2015



Iscrizione a ruolo senza obblighi di tempi all’ufficiale giudiziario per la consegna del verbale e dei titoli al creditore.

Una novità senza precedenti quella contenuta nell’ultima riforma della giustizia [1] che obbliga l’avvocato a iscrivere a ruolo il pignoramento dopo aver ricevuto verbale e titoli dall’ufficiale giudiziario.

Come abbiamo già scritto più dettagliatamente nella nostra guida “La nuova iscrizione a ruolo dei pignoramenti” pubblicata all’alba del varo della nuova disposizione, il difensore del creditore, dallo scorso 11 dicembre, se non vuol vedersi dichiarare decaduta tutta la procedura, deve necessariamente iscrivere a ruolo il pignoramento in tempi strettissimi:

entro 15 giorni nel caso di espropriazioni mobiliali e immobiliari

entro 30 giorni nel caso di espropriazioni presso terzi.

Il termine decorre dalla ricezione, dalle mani dell’ufficiale giudiziale, del processo verbale di pignoramento da questi redatto, con le copie del titolo esecutivo e del precetto a lui inizialmente consegnati per eseguire il pignoramento medesimo.

In caso di inutile decorso del tempo il pignoramento viene dichiarato inefficace.

La norma sembrerebbe studiata apposta per velocizzare il processo esecutivo ed anche per evitare al debitore quella inutile spada di Damocle dell’incognita di un pignoramento a cui neanche il creditore potrebbe avere interesse (leggi “Cambiano i pignoramenti: se il creditore non si attiva subito, l’esecuzione perde efficacia”). Il creditore, in pratica, sarà tenuto a un atto di responsabilità nella scelta dei beni da pignorare, perché, una volta che avrà optato per una determinata forma di esecuzione forzata, dovrà portarla avanti coerentemente e non usarla solo come pungolo nei confronti del debitore.

Ma tale finalità – di per sé nobile – potrebbe essere frustrata da una lacuna della legge: il consueto atto di genuflessione del Parlamento alla burocrazia statale, cui mai si vuole assegnare termini fissi.

Per il creditore, come detto, il termine decorre dalla consegna senza ritardo” degli atti da parte dell’ufficiale giudiziario. A quest’ultimo, dunque, non viene imposto altro se non una parafrasi spesso usata dal codice di procedura, almeno quando destinatari sono giudici e ausiliari. “Senza ritardo” può voler dire tutto e niente. Non è dato sapere il “dies a quo” o il “dies ad quem” e così il raggiungimento dell’obiettivo della riforma dipenderà da efficienza, risorse e livello organizzativo di ogni singola circoscrizione di Tribunale.

note

[1] Art. 18 DL. 132/2014 conv. L. 162/2014.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Ma ve lo ricordate che il pignoramento DEVE essere eseguito entro 90 giorni dalla notifica del precetto? Dunque gli Ufficiali Giudiziari ce l’hanno il termine eccome! Soprattutto quando l’avvocato (disperato..?) porta i titoli e chiede l’esecuzione all’88 o 89esimo giorno, ovviamente dicendo “CHE L’ATTO E’ URGENTISSIMO ED E’ UN CASO MOLTO PARTICOLARE DALL’AMMONTARE MOLTO ALTO”… la nuova norma impone una sorta di “serietà” all’avvocato… che deve lavorare accuratamente anche nella fase esecutiva (dato che non è riuscito a fare niente di meglio prima), portando gli atti di pignoramento in cancelleria solo quando vuole realmente coltivare la procedura… evitando che l’UG porti automaticamente tonnellate di carta inutile in cancelleria…! Ricordate che la crisi non lascia più spazio agli avvocati furbetti…

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