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Covid, la sentenza della Consulta scatena i no vax

2 Dicembre 2022 | Autore:
Covid, la sentenza della Consulta scatena i no vax

La Corte costituzionale ha ritenuto inammissibili i ricorsi dei no vax contro l’obbligo vaccinale imposto dal Governo Draghi.

Hanno sperato fino all’ultimo che qualcuno desse loro ragione, confidato come ultima spiaggia in quella giustizia che in questi anni hanno tanto disdegnato. Alla fine, però, ai no vax è andata male: per la Corte Costituzionale il Governo ha correttamente imposto l’obbligo vaccinale contro il Covid: una decisione di buon senso e in linea con la nostra Costituzione. E non solo: è anche legittimo sospendere i non vaccinati e non corrispondergli alcunché a causa della propria opposizione all’obbligo.

E ora, come i più capricciosi bambini a cui viene negato il gioco richiesto, non sorprende che i battaglieri non vaccinati rispondano con un semplice (e parafrasato) «non ci interessa, tanto le regole le facciamo noi». Ciò che sorprende – ma forse non dovrebbe, considerato il pensiero politico sulla gestione del Covid del Governo di cui fa parte – è che persino il ministro della Salute si dichiari scettico sia relativamente alla decisione della Consulta che alle multe ai no vax, i cui avvisi sono stati recapitati a partire da ieri.

La Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile, per ragioni processuali, la questione relativa all’impossibilità, per gli esercenti le professioni sanitarie che non abbiano adempiuto all’obbligo vaccinale, di svolgere l’attività lavorativa, quando non implichi contatti interpersonali. Sono state ritenute invece non irragionevoli, né sproporzionate, le scelte del legislatore adottate in periodo pandemico sull’obbligo vaccinale del personale sanitario. È quanto rende noto l’Ufficio comunicazione e stampa della Corte costituzionale, in attesa del deposito delle sentenze.

Ugualmente non fondate, infine, sono state ritenute le questioni proposte con riferimento alla previsione che esclude, in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale e per il tempo della sospensione, la corresponsione di un assegno a carico del datore di lavoro per chi sia stato sospeso; e ciò, sia per il personale sanitario, sia per il personale scolastico.

Un sospiro di sollievo per l’ordine dei medici che, tramite il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, all’Adnkronos afferma «La sensazione che avevamo nel periodo peggiore del Covid quando la gente moriva, che il vaccino potesse essere in realtà la soluzione ottimale per poter uscire da quella condizione drammatica è stata confermata dalla Consulta. Questo significa che anche per la Corte Costituzionale i vaccini sono uno strumento fondamentale per garantire la salute dei cittadini».

Non la pensa nello stesso modo il leader delle proteste No vax e No Green pass al porto di Trieste, Stefano Puzzer, che alla decisione della Consulta che ha respinto i ricorsi di 5 uffici giudiziari, commenta «La decisione della Consulta è irrilevante, l’obbligo lo decidono le persone, non una Corte costituzionale non legittimata a decidere per il nostro futuro» . «L’obbligo – sottolinea Puzzer all’Adnkronosci sarà quando gli italiani lo osserveranno, la legge senza il consenso delle persone non ha senso. È tutta una pagliacciata – denuncia – Qualsiasi obbligo dipende dal volere delle persone, senza questo non può esistere». È un’assoluta ingiustizia anche per il dottor Mariano Amici, medico di base di Ardea radiato per le sue posizioni no vax, «Non si può rendere obbligatoria una vaccinazione che in maniera evidente è ancora in fase sperimentale e che ancora presenta importanti effetti avversi. Costringere il personale medico a vaccinarsi tenendo conto che gli effetti avversi poi incidono in una percentuale molto alta è un fatto inaccettabile».

La decisione della Consulta è arrivata in serata lo stesso giorno in cui Poste Italiane ha consegnato la prima tranche di avvisi per le sanzioni da 100 euro comminate agli over 50enni non vaccinati (e a tutti coloro che non hanno fatto la profilassi prevista) quando vigeva per loro l’obbligo vaccinale. Ora l’unica speranza di non pagare le multe è data da un emendamento presentato dalla Lega per rinviare il pagamento al prossimo anno, di cui il Parlamento dovrà discutere in questi giorni in Aula.

A tal proposito, questa mattina il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto a «Radio anch’io» su Rai Radio 1, ha così commentato il pronunciamento della Consulta:  «Il discorso delle multe a chi non si è vaccinato contro Covid-19 riguarda essenzialmente il Mef – il Ministero dell’Economia e delle Finanze – e mi sembra che a tal proposito ci sia un’iniziativa parlamentare, un emendamento. Io voglio semplicemente ricordare che in Europa solamente due Stati avevano introdotto le multe, che sono l’Austria e la Grecia, ma in realtà nessuno di questi due Stati che aveva introdotto le multe per chi non si vaccinava poi è andato effettivamente all’incasso. Quindi adesso aspettiamo, vediamo quello che accade, ma allo Stato richiedere le multe potrebbe costare più di quello che poi ne potrebbe derivare».

Schillaci si riferisce forse al fatto che, se il Governo Meloni non riuscisse ad evitare le multe ai no vax, a loro costerebbe caro e salato in termini di voti alle prossime elezioni? Chissà.



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