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Lo sai che? Treno in ritardo: cambia il rimborso per i passeggeri

Lo sai che? Pubblicato il 4 gennaio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 gennaio 2015

Risarcimenti, ritardi e richieste di rimborso; modifiche in vista anche per chi non fa il biglietto o non lo oblitera.

Cambiano i tempi per i rimborsi, in caso di ritardo del treno, da parte di Trenitalia. La procedura dovrebbe essere più celere, almeno secondo le intenzioni della società di trasporto che, di recente, è stata oggetto di un procedimento sanzionatorio da parte dell’Antitrust.

Ecco, nel dettaglio, le novità che interessano i passeggeri.

Le richieste di rimborso per i ritardi potranno essere presentate entro 3 giorni dall’arrivo a destinazione, invece degli attuali 20.

Il diritto all’indennizzo scatterà già in caso di ritardo superiore ai 30 minuti sull’orario previsto, invece dei 60 minuti attuali.

Quanto al risarcimento, il passeggero riceverà un bonus (non in denaro) pari al 25% del prezzo del biglietto sui servizi nazionali di media e lunga percorrenza, da spendere sempre con Trenitalia e da utilizzare in viaggi successivi.

Il diritto all’indennizzo sarà esteso anche ai biglietti relativi a due o più tratte, comprensivi di un servizio regionale e uno nazionale.

A partire dal prossimo primo marzo 2015 farà ingresso il “biglietto globale misto”: un biglietto unico al posto di quello a più tratte, in modo da garantire al passeggero il bonus di rimborso sull’intero importo pagato.

Trenitalia dovrà informare i passeggeri dei nuovi diritti con una campagna di comunicazione tramite il sito, email ai clienti, affissioni nelle stazioni. In caso di ritardo che dà diritto all’indennizzo, scatterà anche l’obbligo di un avviso sonoro ai viaggiatori.

Multe in caso di mancato pagamento del biglietto

Molto probabilmente cambierà, a breve, anche il sistema sanzionatorio per chi non fa il biglietto o dimentica di obliterarlo. Questo perché il Garante ha multato Trenitalia, con una sanzione di 1 milione di euro, per il metodo di accertamento delle irregolarità di viaggio.

In particolare, la società è stata ritenuta responsabile di comminare sanzioni troppo afflittive nei confronti dei passeggeri che non regolarizzano il biglietto (anche nei casi di per forza maggiore o per disservizio imputabile a Trenitalia): a questi, infatti, oltre al pagamento del prezzo per il viaggio in corso, viene anche imposta una “sovrattassa” da 50 a 200 euro.

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Autore immagine: 123rf com


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