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Lo sai che? Mantenimento: il genitore può agire contro l’ex coniuge al posto del figlio maggiorenne

Lo sai che? Pubblicato il 6 gennaio 2015

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Legittimazione attiva a stare in giudizio nonostante la maggiore età dei figli al coniuge con cui questi convivono e a condizione che non siano ancora economicamente autosufficienti.

A tutelare i diritti dei minorenni ci devono pensare mamma e papà. Sono questi, infatti, che agiscono in giudizio per conto dei figli, almeno fino alla loro maggiore età. Quando poi la prole cresce, e supera i 18 anni, si dice che acquista la cosiddetta “capacità processuale”, ossia il potere di stare in causa da sé, sia come attore/ricorrente che come convenuto/resistente.

Questa regola (che ovviamente non vale per gli incapaci) trova una sola eccezione nell’ambito del diritto di famiglia e, in particolare, per quanto riguarda le (tanto dibattute) questioni relative al mantenimento. Infatti, come stabilito da una recente sentenza della Cassazione [1], il coniuge separato o divorziato, che sia affidatario del figlio minorenne, è legittimato in prima persona, anche dopo il compimento da parte del figlio della maggiore età, ad ottenere dall’ex coniuge un contributo al mantenimento del figlio. Ciò, tuttavia, ad una condizione: che il giovane sia ancora con lui convivente e non sia economicamente autosufficiente.

In pratica, a fare la causa contro il genitore inadempiente all’obbligo di versamento del mantenimento mensile può essere anche l’ex con cui il figlio (maggiorenne ed economicamente non autosufficienti) ancora convive. Secondo, infatti, la Suprema Corte, il genitore che si occupa giornalmente del figlio ha un interesse personale ad ottenere il contributo per il mantenimento e, pertanto, tale interesse gli consente di agire in causa direttamente e personalmente.

La vicenda

Nel caso di specie, i giudici hanno riconosciuto la legittimazione (cosiddetta “legittimazione attiva”) della madre che, nella qualità di procuratrice del figlio, aveva agito per il pagamento della somma dovuta a titolo di assegno di mantenimento, secondo le condizioni stabilite nella separazione consensuale omologata.

note

[1] Cass. sent. n. 26370 del 16.12.2014.

Autore immagine: 123rf com


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