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Decreto flussi per il 2015

6 gennaio 2015


Decreto flussi per il 2015

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2015



Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 il DPCM 11 dicembre 2014 con la Programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello Stato per l’anno 2014.

In Gazzetta Ufficiale [1] è stato appena pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri [2] che regola la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello Stato per l’anno 2014.

A partire dalle ore 9 dello scorso 30 dicembre 2014 è possibile l’invio delle domande collegandosi al sito del Ministero del Lavoro. Le domande potranno essere presentate entro massimo gli otto mesi successivi dalla data di pubblicazione.

Il decreto ammette in Italia 17.850 lavoratori stranieri.

In particolare, sono ammessi in Italia, in via di programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nell’anno 2014, i cittadini stranieri non comunitari entro una quota complessiva di 17.850 unità, per motivi di: lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, compresa la quota di 2.000 unità già prevista, a titolo di anticipazione, per l’ingresso di cittadini dei Paesi non comunitari partecipanti all’Expo di Milano 2015.

Nell’ambito di tale quota sono ammessi in Italia 1.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei

Paesi d’origine.

Sempre entro tale predetta quota, è consentito l’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo di 2.400 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero appartenenti alle   seguenti categorie:

imprenditori di società che svolgono attività di interesse per l’economia italiana che effettuano un investimento significativo in Italia, che sostiene o accresce i livelli di reddito;

 

– liberi professionisti esercenti professioni vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione;

– titolari di cariche di amministrazione o di controllo di società, di società non cooperative, espressamente previste dalla normativa vigente in materia di visti d’ingresso; artisti di chiara fama internazionale, o di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici oppure da enti privati;

– cittadini stranieri per la costituzione di imprese “start-up innovative” e titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.

Sono poi ammessi per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, entro una quota di 100 unità, lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile.

Inoltre, è autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di:

a) 4.050 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;

b) 6.000 permessi di soggiorno per studio, tirocinio   e/o formazione professionale;

c) 1.000 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

Infine è autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo di:

a) 1.050 permessi di soggiorno per studio, tirocinio   e/o formazione professionale;

b) 250 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

note

[1] Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29.12.2014

[2] DPCM 11.12.2014.

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