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Retribuito il tempo necessario a indossare la divisa in azienda

9 Febbraio 2012 | Autore:
Retribuito il tempo necessario a indossare la divisa in azienda

Tuta o uniforme da lavoro: il tempo per indossarla rientra nell’effettivo orario di lavoro e come tale deve essere retribuito.

Se il lavoratore è obbligato a vestirsi in azienda e a timbrare il cartellino in divisa, il tempo da questi impiegato per indossare l’uniforme deve essergli retribuito.

È quanto stabilito dal Tribunale di Milano [1], che ha ritenuto rientrante nell’effettivo orario di lavoro [2], e quindi oggetto della retribuzione, tutto il tempo in cui il lavoratore mette a disposizione dell’azienda le proprie energie e quindi anche quello necessario a indossare e dismettere la divisa [3].

I giudici [4] hanno precisato che quei pur brevi minuti devono essere retribuiti solo se espressamente previsto nel regolamento aziendale. In particolare, tale operazione:

a) non è retribuita se il lavoratore può scegliere il tempo e il luogo ove indossare l’uniforme (ad es. presso la propria abitazione), in quanto attività compresa negli atti preparatori allo svolgimento della prestazione lavorativa;

b) è retribuita se il datore di lavoro ne ha disciplinato tempo, luogo e modalità di esecuzione, rientrando pertanto nell’effettivo orario di lavoro.

Nel caso di specie, il regolamento aziendale prevedeva che il dipendente dovesse arrivare sul posto di lavoro in borghese, cambiarsi negli appositi spogliatoi e poi iniziare il turno: ciò per garantire la continuità del servizio nel cambio del turno stesso. Il mancato rispetto del regolamento comportava l’applicazione di sanzioni disciplinari.

Il tribunale ha altresì quantificato in dieci minuti al giorno il tempo complessivamente necessario a indossare e poi togliere la divisa. Il termine, pertanto, decorre da quando il lavoratore mette a disposizione dell’azienda le proprie energie lavorative.

In un caso simile, il tribunale di Genova [5] aveva stabilito che il tempo occorrente al lavoratore per indossare la tuta e i dispositivi di protezione individuale (presso lo spogliatoio dell’azienda) costituisce lavoro straordinario se supera le 40 ore settimanali: dunque, anche in questa ipotesi, al lavoratore spetta la retribuzione, trattandosi di attività svolta durante l’orario di lavoro.


note

[1] Art. 2 D. Lgs. 66/03: Per “orario di lavoro” deve intendersi il tempo in cui il lavoratore è a disposizione del proprio datore, nell’esercizio della sua attività e delle sue funzioni.

[2] Trib. Milano, Sez. lavoro, sent. febbraio 2012.

[3] Si tratta del cosiddetto “tempo-divisa” o “tempo-tuta”, ossia il periodo impiegato dal lavoratore per indossare la divisa.

[4] Nel caso in esame, i giudici hanno deciso in conformità ad alcune pronunce della Corte di Cassazione (cfr. Cass. sent. n. 19723 del 8.9.2006, conforme Cass. sent. n. 15734 del 21.10.2003).

[5] Trib. Genova, Sez. lavoro, sent. n. 1401 del 27 settembre 2011.


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1 Commento

  1. Ciao scusa, come si potrebbe avere la sentenza per intero?
    Trib. Milano, Sez. lavoro, sent. febbraio 2012

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