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Mediazione: l’incontro conciliativo deve essere effettivo

7 Gen 2015


Mediazione: l’incontro conciliativo deve essere effettivo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Gen 2015



Tribunale Firenze: la condizione di procedibilità richiede una partecipazione concreta e rivolta alla definizione della lite.

Le parti non possono prendere sottogamba il tentativo di mediazione, considerandolo come un mero adempimento “burocratico” per poter, poi, procedere celermente in tribunale. Al contrario, nelle materie in cui il tentativo di mediazione è previsto come obbligatorio ai fini della procedibilità dell’azione giudiziaria, la mediazione deve essere effettivamente avviata. Insomma le parti che devono tentare la conciliazione hanno l’obbligo di partecipare personalmente all’incontro, munite dell’assistenza di un avvocato. Al contrario, non possono limitarsi ad incontrarsi e informarsi, non aderendo poi alla proposta del mediatore di procedere alla vera e propria procedura di mediazione.

A dirlo è, da ultimo, il Tribunale di Firenze [1], che ricalca l’interpretazione di numerosi altri tribunali italiani. Nel caso di specie, al tentativo di mediazione era comparso solo uno degli avvocati (quello dell’attore), peraltro in sostituzione di colui che poi avrebbe difeso la parte in giudizio.

Il tribunale toscano ribadisce che la mediazione deve svolgersi “effettivamente”. Ciò implica che, per ritenersi assolta, la mediazione non deve limitarsi a un mero incontro “preliminare” in cui le parti dichiarano la mancanza di volontà di svolgere la mediazione.

La legge [2] stabilisce che “Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento”. Attenzione però: con ciò la norma non vuole attribuire alle parti un potere di scelta se “iniziare o meno” la procedura (incaricando poi il mediatore, nel primo caso, di proseguirla). Il testo di tale disposizione vuol far solo riferimento a eventuali situazioni preliminari che possano ostacolare l’esperimento di mediazione.

In secondo luogo – aspetto cruciale dell’ordinanza in commento – la parte deve essere presente personalmente, non potendosi limitare a delegare il proprio avvocato (che, comunque, deve assisterla obbligatoriamente). In difetto di tale partecipazione, la mediazione andrà rifatta nuovamente, in quanto non è possibile applicare analogicamente le norme che, nel processo, consentono alla parte di farsi rappresentare dal difensore o le norme sulla rappresentanza negli atti negoziali. Ciò perché la mediazione, pur potendo dar luogo ad un negozio o ad una transazione, si esplica attraverso una attività che ha “natura personalissima e non è delegabile”.

note

[1] Trib. Firenze, ord. del 26.11.2014.

[2] Art. 8, comma 1 del Dlgs 28/2010.

Autore immagine: 123rf com


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