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Negoziazione assistita per separazioni e divorzi: le linee guida

8 Gennaio 2015


Negoziazione assistita per separazioni e divorzi: le linee guida

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Gennaio 2015



Allegati, scheda di sintesi e obblighi per gli avvocati: dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano le raccomandazioni per gli avvocati.

 

Entra nel vivo la negoziazione assistita per separazione e divorzi introdotta con l’ultima riforma della giustizia [1]. Il procedimento per le coppie che vogliono dirsi addio (o modificare le condizioni di una precedente separazione o divorzio) senza però andare in tribunale, ma semplicemente con un atto stilato dai rispettivi avvocati, ha di recente trovato alcuni chiarimenti nelle linee guida indicate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano.

Condizioni

Il documento in commento ricorda, innanzitutto, che l’accordo per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzi, deve essere sottoscritto dalle parti e da almeno un avvocato per parte. Il che significa che, al contrario di quanto avviene in tribunale, non è possibile per i coniugi farsi assistere da un unico difensore, ma ciascuna dovrà avere (e pagare) il proprio legale di fiducia.

Nell’accordo l’avvocato deve espressamente dare atto di aver tentato di conciliare le parti, di averle informate circa la possibilità di esperire la mediazione familiare, di averle informate, in caso di presenza di figli minori, dell’importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori.

Entrambi gli avvocati poi dovranno certificare l’autografia delle firme e la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Al momento del deposito dell’accordo, dovranno essere necessariamente allegati una serie di documenti (vedi allegato n. 1) e una scheda di sintesi (vedi allegato n. 2), nella quale verranno evidenziati gli elementi più sensibili da porre all’attenzione del pubblico ministero.

L’originale dell’accordo dovrà essere consegnato da almeno uno degli avvocati che ha sottoscritto l’atto stesso (o da un suo delegato) alla Segreteria del p.m. o, in caso di assenza o impedimento, alla Segreteria degli Affari Generali. Almeno fin quando la Segreteria del p.m. e la Segreteria degli Affari Civili non saranno dotati di PEC.

Il pubblico ministero provvederà a rilasciare il nulla osta (se non ci sono figli da tutelare) o ad autorizzare l’accordo (se ci sono figli da tutelare), di regola, entro 3 giorni lavorativi dalla presentazione dell’accordo stesso, salvo imprevisti. Un giorno in meno rispetto a quanto è stato previsto per Roma.

Almeno uno degli avvocati che hanno sottoscritto l’atto (o di un loro delegato) dovrà provvedere al ritiro di una copia dell’accordo (l’originale resterà agli atti dell’Ufficio).

L’accordo dovrà essere trasmesso entro 10 giorni all’Ufficiale dello Stato Civile. Detto termine decorrerà dalla data di consegna delle copie dell’accordo stesso (o dalla comunicazione via PEC).

Contributo unificato

Al momento, in attesa che il Ministero della Giustizia si esprima in merito al quesito sollevato al riguardo dal Procuratore della Repubblica e dal Dirigente la Procura della Repubblica, non viene richiesto il versamento di alcun contributo. Il Ministero della Giustizia deve esprimersi, altresì, in merito all’eventuale sospensione feriale dei termini della procedura statuita per le convenzioni di negoziazione assistita.

note

[1] DL n. 132/2014 (convertito con la l. n. 162/2014).

Fonte Diritto e Giustizia

Autore immagine: 123rf com


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