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Se c’era già la protrusione, l’ernia del disco sul lavoro non viene risarcita

8 gennaio 2015


Se c’era già la protrusione, l’ernia del disco sul lavoro non viene risarcita

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 gennaio 2015



L’Inail non paga il dipendente infortunatosi a seguito del sollevato di un peso particolarmente elevato: la schiena era già compromessa.

È davvero difficile che un’ernia del disco si generi dalla sera alla mattina, solo per un singolo sforzo. In genere essa è il risultato di uno stile di vita caratterizzato da lavori particolarmente duri e costanti, posture scorrette, sforzi improvvisi e ripetuti. Anche lo sport non adeguatamente seguito può esserne causa.

Di fatto, il dipendente che accusi il dolore alla schiena per via del sollevamento di un forte peso durante le ore di lavoro, e all’esito delle lastre risulti afflitto da un’ernia, non può essere risarcito dall’Inail quando lo sforzo porti semplicemente alla luce, in maniera dolorosa, una patologia già presente nel suo fisico, come per esempio una protrusione in stadio avanzato del disco vertebrale.

A indossare i panni del fisioterapista è, in questo caso, la Cassazione che, con una sentenza di questa mattina [1], ha negato il risarcimento del danno al dipendente che aveva chiesto la “causa di servizio”.

Secondo la Suprema Corte è impensabile parlare di infortunio sul lavoro. Ciò alla luce delle precarie condizioni fisiche dell’operaio, che già presentava, all’epoca dei fatti, l’anticamera dell’ernia, seppur ancora non caratterizzata da una sintomatologia dolorosa. Via libera, invece, al riconoscimento dell’indennità per inabilità temporanea per qualche giorno, proprio perché l’acuirsi del problema è stato dovuto a un evento scaturito dal lavoro.

È necessario, per chi voglia avanzare richieste di risarcimento di tale tipo dimostrare il nesso causale (ossia il rapporto di causa/effetto) tra la patologia lamentata e il sollevamento del peso avvenuto durante le ore lavorative. Insomma: è necessaria la prova che l’ernia, sorta in un corpo sano, sia stata determinata dal lavoro. Pertanto, altrettanto importante è anche la prova che il lavoratore, prima del fattaccio, non fosse già afflitto da problemi alla schiena.

In sintesi: se l’ernia discale non sia stata determinata dal sollevamento del peso sul posto di lavoro, bensì è una patologia preesistente, anche se non sintomatica, non scatta alcun risarcimento.

Acclarata la preesistenza dell’ernia discale, lo sforzo del lavoratore si pone solo come evento (e non come causa) che ne ha determinato la constatazione obiettiva attraverso la sintomatologia dolorosa.

note

[1] Cass. sent. n. 70/15 dell’8.01.15.

Autore immagine: 123rf com

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