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Costruzione abusiva: da quando decorre la prescrizione per il reato?

10 gennaio 2015


Costruzione  abusiva: da quando decorre la prescrizione per il reato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 gennaio 2015



Permesso di costruire, difformità dell’opera, variazioni essenziali, demolizione e prescrizione.

Chiunque realizzi un’opera edilizia in assenza di un valido permesso di costruire o in totale difformità o con variazioni essenziali rispetto allo stesso, commette il reato di costruzione o edificazione abusiva. La pena è l’ammenda fino a 10.329,00 euro in quest’ultima ipotesi e con l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5.164,00 euro a 51.645,00 euro nei primi due casi.

Sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, oppure l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile.

L’ipotesi di essenzialità delle variazioni ricorre, esclusivamente, quando si verifica una o più delle seguenti condizioni:

a) mutamento della destinazione d’uso che implichi variazione degli standards previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968 [1];

b) aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio da valutare in relazione al progetto approvato;

c) modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi del progetto approvato ovvero della localizzazione dell’edificio sull’area di pertinenza;

d) mutamento delle caratteristiche dell’intervento edilizio assentito;

e) violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, quando non attenga a fatti procedurali.

Non possono ritenersi variazioni essenziali quelle che incidono sulla entità delle cubature accessorie, sui volumi tecnici e sulla distribuzione interna delle singole unità abitative.

Inoltre, le variazioni essenziali di cui alle lettere precedenti, se effettuate su immobili sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico, archeologico, paesistico ed ambientale, nonché su immobili ricadenti sui parchi o in aree protette nazionali e regionali, sono considerate opere eseguite in totale difformità dal permesso.

Tutti gli altri interventi sulla medesime tipologie immobiliari sono invece considerati variazioni essenziali.

La prescrizione

Trattandosi di reato avente natura permanente per tutto il tempo in cui continua l’attività edilizia illecita, la prescrizione inizia a decorrere dalla data di cessazione dello stato di permanenza.

Secondo una recente pronuncia della Corte di Cassazione [2], la permanenza del reato di edificazione abusiva termina, con conseguente consumazione della fattispecie (ed inizio dei termini di decorrenza della prescrizione):

– o nel momento in cui, per qualsiasi causa volontaria o imposta (ad esempio la sottoposizione dell’immobile a sequestro), cessano o vengono sospesi i lavori abusivi

– oppure, se i lavori sono proseguiti anche dopo l’accertamento e fino alla data del giudizio, in quello della emissione della sentenza di primo grado.

In altri termini, la cessazione della permanenza del reato di costruzione abusiva va individuata nel momento in cui cessano o vengono sospesi, per qualsiasi causa, volontaria o imposta, i lavori abusivi, e la cessazione di questi va di solito (ma non necessariamente) ravvisata nel completamento dell’opera (con le rifiniture interne ed esterne, anche per le parti che costituiscono annessi dell’abitazione ) o con la sentenza di primo grado.

L’elemento decisivo per la consumazione del reato [3] e dunque dell’inizio della decorrenza della prescrizione rimane, tuttavia, la cessazione dei lavori abusivi e non le rifiniture interne ed esterne che sono solo un sintomo – nella normalità dei casi – del completamento dell’opera e quindi dell’esaurimento dei lavori.

È pertanto possibile (anche se in casi marginali) che le attività siano definitivamente concluse e la permanenza sia terminata (dunque si attivi la prescrizione), anche senza l’ultimazione, nel senso anzidetto dell’opera (cioè senza realizzazione delle rifiniture), come ad esempio quando risulti l’ininterrotto utilizzo abitativo del bene comprovato dalla attivazione delle utenze (acqua, luce e gas) necessarie.

 

Dott. FRANCESCO MARIA PELLEGRINI

note

[1] In Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968.

[2] Cass. sent. n. 29974 del 06.05.2014; cfr. anche Cass. sent. n. 8172 del 27.1.2010; Cass. sent. n. 38136 del 25.9.2001.

[3] D.P.R. 380/2011, artt. 31,32, 44.

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1 Commento

  1. Salve, mi sono auto denuncia per degli abusi edilizi commessi nel 2011, dicembre, ho ricevuto citazione per udienza filtro in data 15 01.16.
    In pratica mi rimane una sola fattura, quella dei serramenti esterni, ante o scuri, il resto risulta tutto fatturato e fatto in data antecedente al dic 2011.
    potei chiedere la prescrizione?
    Gli scuri possono essere un elemento che mi annulla la prescrizione visto che sono stati montati il 20.01.2012, ovvero sono rimasti fuori per soli sette giorni dalla data del decreto di citazione in giudizio?

    mi conviene chiedere un patteggiamento oppure posso ben sperare nell’archiviazione?

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