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Separazione: l’assegnatario fa le riparazioni urgenti senza consenso del proprietario

11 Gennaio 2015
Separazione: l’assegnatario fa le riparazioni urgenti senza consenso del proprietario

La moglie che per ordine del giudice abita l’immobile coi figli e subentra nelle utenze domestiche ha la stessa posizione dell’inquilino per cui può procedere agli interventi urgenti senza bisogno di autorizzazioni.

Se, dopo la separazione, la moglie ottiene l’assegnazione della casa familiare, a chi spetta pagare la manutenzione straordinaria dell’immobile? Di certo al proprietario, anche se questi è il marito che ha dovuto fare le valigie ed andarsene. Ciò perché, dopo che i coniugi si sono divisi, la posizione dell’assegnatario della casa è del tutto identica a quella di un comune inquilino.

Tuttavia, qualora si debba far fronte a interventi urgenti, la moglie può procedervi autonomamente, anticipando le relative spese e poi chiedendo il rimborso al marito.

A dirlo è una recente ordinanza del Tribunale di Catanzaro [1]. Secondo quanto argomentato dal giudice calabrese, il coniuge assegnatario della casa coniugale subentra in tutti i diritti e doveri correlati al godimento dell’immobile che gli è stato riconosciuto dal giudice. Egli, quindi, ha diritto a effettuare la voltura a suo nome delle utenze relative all’immobile che saranno – salva diversa indicazione del magistrato – a suo carico.

Qualora il coniuge estromesso sia l’esclusivo proprietario della casa, la ripartizione delle relative spese con il coniuge assegnatario sarà effettuata distinguendo fra:

spese inerenti la proprietà dell’immobile

spese inerenti il godimento dell’immobile. In questa seconda categoria rientrano anche le riparazioni urgenti ritenute necessarie, fra cui vi è, per esempio, il ripristino dei cavi dell’energia elettrica.

Si applica, quindi, in via analogica, la stessa disciplina in materia di immobili dati in affitto: l’assegnatario della casa coniugale, così come l’inquilino (o meglio, conduttore), ha il pacifico diritto di eseguire e far eseguire direttamente, salvo rimborso, le riparazioni urgenti alla casa coniugale per preservarne la sua propria destinazione d’uso, ossia un habitat funzionale alla crescita dei figli.

Se il proprietario non dà il consenso ai lavori, l’ex coniuge non è neanche tenuto a chiedere una autorizzazione al giudice per il compimento dei suddetti lavori urgenti e indifferibili. Al contrario, l’assegnatario della casa coniugale potrà rivolgere direttamente alla ditta specializzata, in quanto posto nella medesima situazione del conduttore e quindi nella completa disponibilità dell’immobile.


note

[1] Trib. Catanzaro, ord. del 14.04.2014.

Autore immagine: 123rf com


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