Diritto e Fisco | Articoli

Quando è reato il consumo di droga in gruppo

10 Gennaio 2015
Quando è reato il consumo di droga in gruppo

Marijuana per gli amici: la divisione non porta all’incriminazione solo se l’acquirente è uno degli assuntori.

Il consumo di gruppo di droga non è reato. Lo diventa solo a precise condizioni. Quando, per esempio, non si tratti di uno spinello condiviso, ma di più persone che si spartiscono in anticipo il “fumo” comprato e che fuggono alla vista dei poliziotti. È questo quanto precisato dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

I consumatori se la cavano con la sospensione della pena grazie alla recente cancellazione, da parte della Corte Costituzionale, della legge Fini-Giovanardi e alla riviviscenza della Vassalli-Jervolino che prevede sanzioni più miti per le droghe leggere. Oggi quindi l’uso di droga in gruppo integra soltanto l’illecito amministrativo e la condotta non è reato sia nel caso di acquisto congiunto, sia di fronte al mandato all’acquisto collettivo dato a uno dei consumatori, ma a condizione che:

– l’acquirente della droga sia uno degli assuntori della sostanza;

– l’acquisto dello stupefacente avvenga fin dall’inizio per conto degli altri componenti del gruppo;

– sia certa fin dall’inizio l’identità dei mandanti e la loro manifesta volontà di procurarsi la sostanza per mezzo di uno dei compartecipi, contribuendo con i loro soldi all’acquisto.

Non può configurarsi il consumo di gruppo quando manca la prova certa che sia stato raggiunto un accordo sul luogo e sul tempo nei quali consumare la droga acquistata e non ci sono stati passaggi intermedi per lo stupefacente.

Affinché la condotta sia scriminata è necessario che emerga una volontà condivisa di procurarsi la droga destinata a un consumo personale.


note

[1] Cass. sent. n. 532/15 del 10.01.15.

Autore immagine: 123rf com


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