Questo sito contribuisce alla audience di
Cronaca | News

In Cina l’incubo Covid non è ancora finito

22 Dicembre 2022 | Autore:
In Cina l’incubo Covid non è ancora finito

Si prospetta che da qui a primavera in Cina si verificheranno tre nuove ondate di contagi che potrebbero causare quasi un milione di morti.

Mentre in Italia ci apprestiamo a festeggiare finalmente un sereno Natale che, nonostante l’aumento dei positivi al Covid e le influenze, sarà complessivamente libero da restrizioni, la Cina si prepara invece ad affrontare una nuova ondata di contagi, con la previsione di un milione di morti.

La Cina sta sperimentando la prima di tre grandi ondate di infezioni di Covid che colpiranno il Paese questo inverno, dopo che Pechino ha rinunciato alla politica di zero covid. La valutazione è dell’epidemiologo cinese Wu Zunyou, citato dalla Bbc. L’allarme arriva mentre uno studio ha ipotizzato un milione di morti in Cina se non verranno presi provvedimenti in materia di vaccinazione e di ricorso agli antivirali. Su Twitter, l’epidemiologo americano Eric Feigl Din afferma che gli ospedali in Cina sono «completamente sopraffatti da quando sono state sollevate le restrizioni».

Wu Zunyou prevede che l’attuale ondata proseguirà fino a metà gennaio e sarà seguita da una seconda in coincidenza con l’inizio delle vacanze per il Capodanno Lunare il 21 gennaio, quando milioni di cinesi si spostano per andare a trovare i parenti. La terza ondata potrebbe arrivare con il ritorno al lavoro fra metà febbraio e marzo. La Cina ha sviluppato propri vaccini, ma questi si sono rivelati meno efficaci di quelli occidentali. Inoltre, meno della metà degli ultra ottantenni ha ricevuto tre dosi. In questi giorni, la Cina sta riportando alcuni decessi per il coronavirus dopo che sono state sollevate le restrizioni, ma si teme che il dato non corrisponda alla situazione reale, anche perché le autorità hanno rinunciato a molti dei test che prima erano obbligatori.

L’improvvisa rinuncia di Pechino alla politica «zero Covid», risultata essere spesso e volentieri violenta e oppressiva, potrebbe comportare il rischio di un altissimo numero di vittime per la malattia, fino a circa un milione di morti. L’ipotesi è contenuta in un nuovo studio realizzato da tre professori di Hong Kong divulgato su Medrxiv. Per circa tre anni, il governo cinese ha imposto rigidi lockdown, quarantene centralizzate, test di massa e rigorosi tracciamenti per seguire l’andamento del virus. Poi, di fronte al dilagare delle proteste contro le misure di contenimento che hanno avuto pesanti ripercussioni sull’economia e sulla vita quotidiana, questa strategia è stata abbandonata.

L’allarme sul rischio del dilagare dei contagi è legato al fatto che l’improvvisa revoca delle misure non segue l’adozione di campagne di vaccinazione degli anziani o potenziamento delle capacità di ricovero negli ospedali o incrementi delle scorte di antivirali. In queste condizioni, la riapertura su scala nazionale potrebbe provocare fino a 684 morti per milione di abitanti, stando alle proiezioni realizzate da tre professori di Hong Kong. Se si considera che la popolazione cinese conta 1,4 miliardi di persone, le vittime potrebbero raggiungere il numero di 964mila.

Questo scenario catastrofico, osservano gli autori dello studio, potrebbe essere evitato se la Cina rafforzasse la sua politica vaccinale e ricorresse agli antivirali. Con una copertura vaccinale dell’85% (quarta dose) e il ricorso agli antivirali nel 60% dei casi, il numero dei decessi potrebbe scendere del 26-35%, stando allo studio.

Uno dei problemi è che, nonostante le vaccinazioni fatte, i vaccini cinesi sono risultati meno efficaci rispetto a quelli mRna utilizzati in buona parte del resto del mondo. E, anche se ora come per magia Pechino decidesse di cambiare fornitori e distribuire vaccini occidentali, sarebbe comunque troppo tardi per arrestare quelli che sembrano ormai inevitabili contagi.

È una corsa contro il tempo quella della Cina, all’opera per far fronte alla nuova ondata di contagi da Coronavirus: le autorità cinesi si stanno affrettando ad accrescere il numero di letti di terapia intensiva, rafforzare la presenza di operatori sanitari e aumentare le scorte e le forniture di farmaci, mentre il Covid-19 dilaga nel Paese.

Secondo il Global Times, diversi importanti ospedali si stanno dotando di ventilatori e altre attrezzature di emergenza. I timori riguardano anche gli infermieri delle terapie intensive, tanto che gli ospedali stanno urgentemente prendendo in prestito personale da altre strutture per riqualificarlo. Guangzhou, città di 15 milioni di abitanti, ha aumentato il numero di fever clinics, per accogliere fino a 110.000 pazienti al giorno, rispetto ai 40.000 previsti attualmente. A Nanchino sono stati introdotti limiti all’acquisto di ibuprofene ed altri medicinali mentre – come anche nelle altre regioni – si cerca di fare scorte.

L’Organizzazione mondiale della sanità «è molto preoccupata per l’evolversi della situazione in Cina, con un aumento delle segnalazioni di casi gravi» di Covid-19 ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella consueta conferenza stampa a Ginevra. «Per effettuare una valutazione completa del rischio – spiega Tedros – l’Oms ha bisogno di informazioni più dettagliate sulla gravità della malattia, sui ricoveri ospedalieri e sulle terapie intensive».

«Continuiamo a sperare che la Cina condivida i dati e conduca gli studi che abbiamo richiesto e che continuiamo a richiedere – afferma il Dg – Come ho già detto tante volte, tutte le ipotesi sulle origini di questa pandemia restano sul tavolo». L’Organizzazione, chiosa, «sta supportando la Cina per concentrare i propri sforzi sulla vaccinazione delle persone più a rischio in tutto il Paese. Continuiamo a offrire il nostro supporto all’assistenza clinica e al sistema sanitario».



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube