Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Il presidente può negare di votare la delibera condominiale?

14 Gennaio 2023 | Autore:
Il presidente può negare di votare la delibera condominiale?

In una riunione condominiale il presidente non ha consentito che si approvasse parzialmente il bilancio di previsione. Poteva farlo? Posso impugnare la delibera anche se poi ho votato a favore del bilancio?

La figura del presidente dell’assemblea condominiale non è disciplinata dalla legge, ma in genere ogni assemblea condominiale elegge, all’inizio della seduta, il proprio presidente che ha compiti e poteri che sono definiti dalla prassi, dalla giurisprudenza (cioè dalle sentenze che si sono occupate di questa figura) e dai regolamenti condominiali. Quindi, la invito, innanzitutto, a verificare se nel regolamento del suo condominio siano stabiliti poteri e compiti del presidente di assemblea.

In ogni caso, al presidente dell’assemblea di condominio è attribuita la funzione essenziale di garantire una corretta e democratica gestione della riunione. I compiti, le funzioni ed i poteri del presidente, come abbiamo già evidenziato, non sono specificati dalla legge.

Se il regolamento di condominio prevede la figura del presidente dell’assemblea occorrerà fare riferimento ad esso per verificare di quali poteri può disporre e quali funzioni debba svolgere.

In linea di massima, anche se il regolamento condominiale non esistesse o non contenesse alcuna norma relativa al presidente di assemblea, i poteri, le funzioni ed i doveri che sono attribuiti a questa figura sono i seguenti:

  • controllare la validità della costituzione dell’assemblea (cioè verificare, ad inizio seduta, che tutti i condomini siano stati convocati nei modi e nei termini stabiliti dalla legge);
  • controllare la validità di eventuali deleghe e che siano presenti tanti condomini che assicurino il raggiungimento del quorum minimo per rendere valida la riunione (verificare cioè che siano rappresentati in assemblea i millesimi richiesti dalla legge per poter ritenere raggiunto il cosiddetto quorum costitutivo);
  • mettere ai voti i temi indicati nell’ordine del giorno e verificare dopo ogni votazione che essa sia stata effettuata con la presenza dei condomini e con il raggiungimento dei millesimi necessari per considerar approvata la decisione (verifica del cosiddetto quorum deliberativo);
  • riportare a verbale, per ogni votazione, il nome e cognome, con relativi millesimi, dei condomini che si sono espressi a favore della decisione, quelli contrari e quelli astenuti;
  • moderare la discussione, concedendo la parola e consentendo a tutti di poter intervenire su tutte le questioni all’ordine del giorno;
  • verbalizzare l’eventuale arrivo di un condomino dopo l’inizio della riunione e l’eventuale allontanamento del condomino prima della fine della riunione;
  • riportare a verbale (o far riportare a verbale dal segretario) gli interventi di tutti i condomini, nessuno escluso (riportandone il contenuto senza censure, al più sintetizzandone il senso), gli esiti delle votazioni e, al termine della riunione, dare lettura integrale del verbale apponendo su esso la propria firma (ed eventualmente anche quella del segretario) oltre alla data e all’ora di chiusura dell’assemblea.

Questi sono in genere i poteri e le funzioni del presidente dell’assemblea di condominio (salvo, mi ripeto, che il regolamento di condominio non li indichi con precisione).

Pertanto, nel suo caso specifico, il presidente di assemblea non poteva decidere di non mettere ai voti l’approvazione parziale del bilancio preventivo se l’approvazione del bilancio preventivo era tra i punti all’ordine del giorno.

Tenga conto che l’approvazione del preventivo delle spese correnti durante l’anno (e la conseguente ripartizione tra i condomini) è un compito che la legge attribuisce all’assemblea (art. 1135, 1° comma, n. 2), del Codice civile) che in materia è totalmente sovrana (infatti, salvo che il regolamento o l’assemblea stessa non abbiano attribuito all’amministratore la presentazione del bilancio preventivo, esso andrà predisposto e preparato dall’assemblea stessa).

In tutti i casi, comunque, sia che il bilancio preventivo debba essere predisposto dall’amministratore, sia che sia predisposto dall’assemblea, tocca comunque all’assemblea approvarlo o respingerlo o correggerlo.

L’assemblea può decidere di approvare integralmente il bilancio di previsione oppure può respingerlo in blocco o approvarlo solo in parte: è la legge che attribuisce all’assemblea il potere di approvare il bilancio di previsione e perciò l’assemblea può decidere, senza alcun limite, (salvo che non sia specificato nel regolamento condominiale) come e se approvarlo.

Il presidente, dunque, non può decidere di sua iniziativa di non mettere ai voti una delibera di approvazione parziale del bilancio di previsione (cioè solo di alcune voci in esso contenute) poiché l’assemblea ha il potere anche di non approvare in blocco il bilancio di previsione e, a maggior ragione, ha anche quello di approvarlo solo in parte.

Detto questo, occorre aggiungere però che la delibera di approvazione integrale del bilancio (che è stata adottata anche con il suo voto favorevole) sarebbe stata impugnabile per il vizio da lei descritto:

  • solo dai condomini che si fossero espressi contro l’approvazione o fossero stati assenti;
  • entro trenta giorni dalla data della riunione (per i presenti che avessero votato contro) o dalla data della comunicazione del verbale (per i condomini assenti) poiché si tratta di un vizio formale che produce l’annullabilità della delibera (vizio che può essere contestato solo dai condomini che votarono contro la decisione o dagli assenti ed entro il termine perentorio di trenta giorni sopra indicato).

Perciò, avendo lei votato a favore del bilancio di previsione, non ha la possibilità di contestare il vizio relativo alla mancata messa ai voti dell’approvazione parziale di esso.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube