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Lo sai che? Acquisto su internet di biglietti di viaggio: possibile recedere senza costi?

Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2015

Regole e tutele nel caso di recesso dall’acquisto di biglietti di viaggio (aerei, ferroviari e marittimi) effettuati sul web e compresi in pacchetti turistici.

Sempre più spesso si ricorre ad internet per effettuare l’acquisto di biglietti di viaggio aerei, ferroviari o marittimi. Dal punto di vista giuridico questo tipo di acquisto costituisce una ipotesi di vendita a distanza soggetta alla disciplina del codice del consumo [1].

Tale corpo normativo regola, per quello che qui interessa, anche il cosiddetto diritto di recesso del consumatore e cioè il diritto per l’acquirente di recedere senza sostenere alcun costo. Il diritto va esercitato entro quattordici giorni dalla stipula del contratto via web.

È subìto opportuno precisare però che, diversamente da quello che generalmente si pensa, il diritto di ripensamento non si applica nel caso di “servizi riguardanti le attività del tempo libero, qualora il contratto preveda una data o un periodo di esecuzione specifici”.

 

Ciò vuol dire che se si acquistano biglietti di viaggio usando il web, il diritto di ripensamento (che consente di recedere dall’acquisto senza alcun costo) è escluso se l’acquisto del biglietto rientri nell’ambito dei cosiddetti “pacchetti turistici”: se, cioè, il biglietto è collegato ad una vacanza e ad un pacchetto di servizi che comprendano, oltre al viaggio, anche il soggiorno e servizi turistici connessi.

La ragione dell’esclusione del diritto di ripensamento nei casi di acquisto di biglietti di viaggio compresi in un pacchetto turistico è che, in tali casi, il venditore deve poter coordinare l’attività di più fornitori di servizi (il vettore aereo o ferroviario, l’albergatore ecc.): attività che non può essere condizionata dal possibile recesso dell’acquirente senza alcun costo dall’acquisto complessivo fatto.

Cosa può fare, allora, il viaggiatore che abbia acquistato un biglietto di viaggio nell’ambito di un pacchetto turistico e che non possa più, per i più diversi motivi, andare in vacanza?

A parte i casi (rari) in cui il venditore abbia concesso all’acquirente, già in contratto, la possibilità di recedere senza costi (per esempio in caso di malattia o infortunio) o che lo agevoli trattenendo solo una percentuale ridotta del prezzo complessivo pattuito, in generale la migliore tutela è la sottoscrizione di apposite polizze assicurative che coprano tutte le possibili ipotesi di ripensamento che il consumatore voglia esercitare.

 

Sovente tali polizze sono proposte dallo stesso venditore del pacchetto turistico e possono essere sottoscritte semplicemente spuntando una casella nell’ordine compilato on-line.

 

La legge [2], infine, ha vietato la pratica di ordini effettuati on-line con caselle preselezionate, fra cui quella che impone l’acquisto della polizza assicurativa: l’acquisto di polizze di questo tipo non può essere imposto al consumatore ma deve essere una sua libera scelta.

 

Il venditore deve, cioè, fornire all’acquirente – consumatore un avviso preciso e puntuale di tutti gli impegni ed i costi che egli assumerà con la selezione di ogni casella eventualmente presente nell’ordine da compilarsi on – line e del fatto che inoltrando l’ordine si assume l’impegno a pagare il corrispettivo dei servizi acquistati (biglietti compresi).

note

[1] Art. 49 e ss. del D. Lgs. 206/2005;

[2] Art. 65 D. Lgs. 206/2005.

Autore immagine: 123rf com


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